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RONZANI SUI CONTI DELLA SANITÀ


RONZANI: DUE O TRE COSE SUI CONTI DELLA SANITA' CHE PICHETTO FA FINTA DI NON SAPERE.Di fronte al grido d'allarme lanciato sui debiti della sanità piemontese Gilberto Pichetto fa finta di cadere dalle nuove e giudica eccessive le preoccupazioni espresse da Susta in ordine alla entità del deficit della sanità.Gli ricordo che nel mese di marzo 2005, mentre stavamo discutendo di Bilancio e di legge finanziaria, l'ex Assessore Regionale Pichetto, non fu in grado o non volle di darci i dati sul disavanzo delle ASL ( e quindi del sistema sanitario piemontese ) al 31.12.2004. Ricordo altresì che l'unico dato che in quella occasione ci venne fornito fu il disavanzo delle aziende sanitarie al 30 settembre del 2004, dal quale risultava che il deficit era di 232 milioni di euro. Per questo è naturale che i nuovi Assessori al Bilancio e alla Sanità si pongano il problema di fare chiarezza sui conti.Così come è del tutto ragionevole ritenere che un'operazione verità sui conti della sanità piemontese faccia emergere un livello di disavanzo superiore a quello che veniva dichiarato, nel tentativo di edulcorare la gravità dei problemi finanziari della sanità della nostra Regione. Mi stupirei del contrario, visto che lo abbiamo denunciato per cinque anni. L'accertamento del disavanzo del 2004 e degli esercizi finanziari precedenti, e una corretta valutazione del fabbisogno del 2005 sono quindi i presupposti dai quali partire per discutere seriamente le politiche di bilancio della nostra Regione e gli interventi da realizzare all'interno della sanità piemontese, nel quadro del nuovo Piano sanitario Regionale al quale si sta già lavorando e che dovrà essere approvato nei prossimi mesi.Pichetto dichiara (e prima di lui lo avevano fatto Ghigo e Galante ) che nel riparto del Fondo sanitario il Piemonte ha ottenuto risorse finanziarie superiori rispetto a quelle di altre regioni. Ma è davvero cosi?Nella ipotesi di riparto 2005 che è stata prospettata al Piemonte vengono attribuiti 6.515.070.426 euro, con una differenza di 59.565.640 euro in più rispetto alla proposta di riparto formulata dal Cipe che era di 6.455.504.786 euro. Ma tale incremento ( peraltro non affatto sufficiente) è avvenuto perché sono aumentate le risorse complessive che sono state assegnate dal governo al Fondo Sanitario Nazionale, le quali sono passate da 78.702.070.437 euro a 80.103.070.168 euro. Percentualmente questo significa che nella prima ipotesi di riparto formulata dal Cipe al Piemonte sarebbero state assegnate l'8,20% delle risorse complessive, mentre con il riparto concordato tale percentuale è scesa all'8,13%. Inoltre non va mai dimenticato che le risorse assegnate con il Fondo Sanitario Nazionale sono comprensive delle entrate derivanti dai ticket e dall'addizionale IRPEF, ma poiché il gettito di quest'ultima continua ad essere sovrastimato dal Ministero della Sanità è del tutto evidente che le risorse effettivamente disponibili quest'anno saranno ancora meno. L'altra faccia della medaglia è rappresentata dai debiti pregressi, dal disavanzo riguardante il 2004 e dal fabbisogno del 2005. Pichetto, Ghigo e Galante hanno continuato a nascondere la testa sotto la sabbia tutte le volte che si trattava di dire una parola chiara sulla effettiva situazione dei conti.Ma qui alcune cose già si sanno. Sappiamo per esempio che rimane da ripianare una parte del disavanzo del 2003. Sappiamo che il deficit ASL 2004 è stato molto superiore ai 232 milioni. Sappiamo che a ciò devono essere aggiunti i debiti del Mauriziano, dei Valdesi e dell'Università. Sappiamo che a ciò dovranno essere aggiunti i costi derivanti dal contratto dei medici e delle dirigenze. Sappiamo che nel 2005 vi sarà un aumento dei costi ben superiore al tasso di inflazione programmato del 2 per cento. Per questo, fermo rimanendo la necessità di completare l'operazione verità sui conti, è ragionevole ipotizzare un '' buco'' vicino al miliardo di euro, che il centro-destra lascia in eredità al centro-sinistra, nonostante i tagli che hanno massacrato la sanità piemontese, favorendo i privati come sta avvenendo a Biella e determinando un aumento della spesa sanitaria. In questa situazione Mercedes Bresso ha indicato con nettezza le scelte da compiere. Fare chiarezza sui conti.Mettere mano ad una riorganizzazione della sanità Piemontese adottando il Piano Sanitario regionale. Non esiste più da anni.Abbattere le liste di attesa, anche attraverso la razionalizzazione dei sistemi di prenotazione.Eliminare i ticket sui farmaci generici per promuoverne l'utilizzo e giungere, nel quadro di una riduzione dei costi e degli sprechi che dovrà portare alla soppressione dei ticket.Biella, 19 maggio 2005

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