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RONZANI: LA CRISI DEL BIELLESE NON È ANCORA PASSATA


RONZANI: I DATI SULLE ISCRIZIONI ALLE LISTE DI MOBILITA' E SUL RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE SONO IL TERMOMETRO DI UNA CRISI CHE SI STA AGGRAVANDO. IL BIELLESE E LA CRISI DEL TESSILE CONTINUANO A RIMANERE NELL'OCCHIO DEL CICLONE.I dati sul ricorso agli ammortizzatori sociali forniti dall'Assessore Migliasso nel corso della audizione svoltasi ieri in Commissione confermano che la crisi industriale si sta aggravando, che perdura una marcata e diffusa sofferenza dell'apparato produttivo piemontese e che il Biellese rimane tra i territori maggiormente colpiti.Assai significativo è il dato che riguarda le nuove iscrizioni alle liste di mobilità. Nel periodo gennaio-giugno 2005 sono state 9500, con un aumento dell' 1,7 per cento, pari a 162 unità, rispetto ai primi sei mesi del 2004.Le iscrizioni sono in forte aumento nel tessile abbigliamento e nell'industria delle costruzioni, mentre invece diminuiscono sensibilmente per quanto riguarda i settori metalmeccanico, del commercio e in altri comparti del terziario.Nel tessile abbigliamento gli iscritti alle liste di mobilità erano stati 855 nel primi sei mesi del 2004, sono 1306 nei primi sei mesi del 2005, con un aumento di 451 unità pari al 52,7 per cento.In generale è aumentato del 6 per cento il numero degli iscritti che risultano essere stati licenziati da imprese con meno di 15 dipendenti ( ex legge 236/93). Si tratta in questo caso di lavoratori che possono essere iscritti alle liste di mobilità senza però percepire alcuna indennità.E' aumentato il numero di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità a seguito della chiusura di imprese con più di 15 dipendenti: da 1164 a 1678 aziende con un crescita del 44 per cento, concentrata prevalentemente nelle Province di Biella, Torino, Novara e Alessandria.E' aumentato il numero degli iscritti alle liste di mobilità al di sotto dei 50 anni, il cui peso relativo passa dal 56 al 64 per cento, dove maggiori e più pressanti stanno diventando le esigenze di ricollocazione.Non solo, ma in base alle procedure di mobilità, avviate e in corso, sono prevedibili altri 9000 esuberi, gran parte dei quali destinati all'iscrizione nelle liste di mobilità nel corso del 2005, che si aggiungeranno ai 9501 dei primi sei mesi dell'anno, senza contare i licenziamenti individuali.Nel settore tessile gli esuberi prevedibili sulla base delle procedure di mobilità avviate e in corso saranno nel secondo semestre dell'anno 2005 altri 1000, che si aggiungeranno ai 1306 dei primi sei mesi di quest'anno.Allarmanti sono anche i dati relativi al ricorso alla Cassa Integrazione.In Piemonte nel primo quadrimestre 2005 vi è stato un aumento di 500.000 ore di cassa integrazione guadagni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. (7.064.876 nel primo trimestre del 2004 contro le 7564.134 del primo quadrimestre del 2005). La crescita della CIG nei primi quattro mesi dell'anno dipende essenzialmente dal settore tessile e meccanico.Per quanto riguarda invece il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria nel settore tessile si è passati dalle 342.937 ore del primo quadrimestre del 2004 alle 419.809 ore dei primo quadrimestre di quest'anno con un aumento di 76.872 ore, pari al 22,4 per cento.La conferma del fatto che la nostra regione sia tra quelle maggiormente colpite dalla crisi che investe l'apparato industriale viene anche da una lettura delle ore di Cassa integrazione ordinaria e straordinaria complessivamente erogate dall'Inps nei primi quattro mesi del 2005, che rappresentano il 17,5 per cento dell'intero monte ore nazionale.Il ricorso alla Cassa Integrazione è destinato ai aumentare ulteriormente per via dei provvedimenti in deroga derivanti dall'accordo ministeriale del 31 maggio 2005 che estende i benefici della cassa integrazione straordinaria anche ai lavoratori delle imprese artigiane e industriali fino a 15 dipendenti in numerosi settori di attività: tessile, meccanico, calzaturiero, orafo, installazione di impianti, servizi avanzati e tradizionali come mense aziendali, pulizia e vigilanza.Si tratta di un accordo molto importante, che integrando un accordo precedente stipulato dall'allora Assessore Picchetto nel marzo del 2004, consente il ricorso alla Cassa Integrazione in deroga alla normativa vigente sulla base di uno stanziamento complessivo di 13,3 milioni di euro che saranno interamente gestiti dalla Amministrazione Regionale.Verrà utilizzato per riconoscere i benefici della cassa integrazione straordinaria ai lavoratori delle imprese artigiane e industriali con meno di 15 dipendenti escluse sinora da tale trattamento e alle grandi imprese che hanno esaurito il monte ore di CIGS.Il quadro che abbiamo di fronte continua quindi ad essere molto preoccupante. La crisi continua a colpire con più forza le province di Torino e di Biella.Servirebbe una politica industriale capace di misurarsi con la necessità di affrontare la crisi di alcuni settori, di mettere in campo politiche di difesa, attraverso una riforma degli ammortizzatori sociali e l'obbligo di etichettatura per tutte le produzioni e non soltanto per quelle extraeuropee, ma anche e soprattutto misure capaci di restituire competitività al nostro sistema industriale. Il decreto sulla competitività purtroppo non va in questa direzione.Le priorità della giunta regionale sono: la legge sulla ricerca e l'innovazione, la nuova legge sulla formazione e il ri-finanziamento delle legge quadro sulle attività produttive a cui verranno destinate risorse maggiori con la manovra di assestamento del bilancio 2005.Per quanto riguarda invece le politiche del lavoro, l'obbiettivo è quello di coniugare politiche di sostegno al reddito con lo sviluppo di politiche attive del lavoro sulla base di un programma di ricollocazione che la Regione intende realizzare con le Province piemontesi, in modo da mitigare gli effetti della crisi e rendere possibile la ricollocazione del maggior numero di lavoratori. Torino, 8 luglio 2005

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