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Biella, 15 maggio 2018

Lo stallo


Fumata nera. Al termine dell'incontro con Mattarella, Luigi Di Maio ha dichiarato di aver bisogno di altro tempo per limare il programma . Salvini ha usato toni molto diversi e ha spiegato che ci sono questioni programmatiche su cui occorre continuare a discutere. Ha citato i problemi della sicurezza, della immigrazione e delle infrastrutture, precisando che la Lega acconsentira' di far parte di un nuovo governo solo se sarà possibile realizzare il programma con cui ci si è presentati agli elettori, alludendo alle politiche sulla immigrazione e alla necessità di rinegoziare i trattati con l'Europa per ottenere maggiore flessibilità.
Questa sottolineatura confligge con l'ottimismo fatto circolare in questi giorni quando era parso che l'unica questione da risolvere fosse quella del premier e dei Ministri ma che anche questo problema era in via di definizione. I giornalisti avevano già ricevuto un bozza del famoso "contratto"
Ma questa "empasse" e la conseguente richiesta di avere altro tempo da cosa nascono?
Intendiamoci: è certo che le divergenze esistano ( si pensi soltanto alla questione dell'Ilva) ed é evidente che nei giorni scorsi con troppa facilità siano state sottovalutate o edulcorate volutamente pur di dimostrare che l' accordo era possibile; così come sono evidenti le difficoltà nella individuazione ad un premier terzo. In questi giorni sono circolati vari nomi, prima si è parlato di " una rosa", poi uno di essi, Sapelli ha dichiarato di aver dato la propria disponibilità a Salvini e a Di Maio, di aver preso visione di quel contratto che stando alle ultime ammissioni sarebbe ancora da definire, ma la sua candidatura é subito tramontata.
Mi sono fatta l'idea che la posizione di Salvini, oltre a mettere in luce queste difficoltà, mascheri un problema nei rapporti con il Quirinale, sia sul programma che su premier e Ministri.
Sul programma per esempio è difficile pensare che Mattarella non gli abbia chiesto come intendano garantire le coperture finanziarie che comporta un programma con dentro l'abolizione della fornero, la flac tax, il reddito di cittadinanza ecc.; misure che Salvini intende finanziare in deficit, aprendo un conflitto con l'Europa se necessario.
L'altra questione è quella del premier e della lista dei Ministri, a partire dai responsabili dei Dicasteri chiave, che non potranno non essere gradite al Capo dello Stato che ha il potere di nominarli. Del resto é paradossale che della questione del premier si discuta separatamente dal programma. Il Presidente del Consiglio infatti non può essere il mero esecutore tecnico di un programma che altri hanno elaborato. Egli dirige la politica del governo di cui é responsabile. A questo punto tutto è possibile, comprese le elezioni all'inizio del 2019 e la formazione di un governo che gestisca questa fase. Attenti però: Salvini le affronterebbe forte dei sondaggi che lo danno continuamente in crescita e sostenendo che lui ci ha provato ma che gli è stato impedito di realizzare il programma con il quale si è presentato agli elettori.


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