Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 16 maggio 2018

La retorica contro le poltrone



Prima la si smette con la retorica contro le poltrone e meglio è. Come si fa a sostenere di essere interessati unicamente a discutere dei problemi del Paese e non di posti come da giorni continuano a sostenere Salvini e Di Maio? Stanno trattando per formare un nuovo governo ed è del tutto evidente che il problema delle persone, degli incarichi, del chi fa che cosa é strettamente legato alla questione dei programmi e della loro attuazione.
Questo modo di ragionare e di raccontare la trattativa é frutto di una grande ipocrisia perché non è vero che non stanno discutendo anche di questo.
La Meloni ha dichiarato che Di Maio le avrebbe garantito un Mistero importante, in cambio dell'impegno a sostenerlo come Primo Ministro. Non mi scandalizza che fatti come questo possano avvenire nel corso di una trattativa, ma proprio per questo la si smetta di negarlo.
Cosi come non é affatto vero che la discussione sui programmi sia una prerogativa esclusiva di questa trattativa. Anche in passato si é discusso e ci si é divisi sui programmi.
Del resto uno dei punti più controversi riguarda la individuazione del premier: se dovrà esservi una staffetta tra Salvini e Di Maio, se il premier dovrà essere una figura terza ecc.
E credo che non meno delicata sarà la discussione sulla composizione di un eventuale nuovo esecutivo su cui, per nostra fortuna, la Costituzione assegna un ruolo preciso al Capo dello Stato.
Il problema non é quindi di negare la realta, di considerare una bestemmia o immorale la discussione sui nomi e le persone ma di scegliere i migliori, i più competenti e piu capaci e non usare, questo si, le poltrone per accontentare questo e quello, dando vita a organismi pletorici e ponendo fine a certe pratiche del passato.
Quindi basta ipocrisie e furbizie, tanto piu inaccettabili se a farvi ricorso e chi aveva la pretesa che ogni discussione avvenisse in pubblico e aveva fatto della "glasnost" la cifra del suo modo di fare politica.
Per giorni si era raccontato agli italiani che l'unico ostacolo ad una intesa Lega-M5S era rappresentato da Berlusconi; poi si dichiarato che l'accordo era cosa fatta, che rimaneva aperto il problema dell'individuazione del premier e che il suo nome sarebbe stato fatto a Mattarella nell'incontro al Quirinale, cosa che invece non é avvenuta, perché si é scoperto che permangono divisioni sulle cose da fare.


Login