Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






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Biella, 8 Ottobre 2018

Senza freni


Le notizie che provengono dalla Borsa e l'ulteriore impennata dello spread rappresentano la conferma di come la situazione stia volgendo al peggio e mettono in luce l'insipienza e la irresponsabilità del governo: di un premier incapace e di due vicepremier che sono pronti a tutto pur di prendere voti. Da qui alle Europee, passando per la legge di stabilità e i disegni di legge ad essa collegati, sarà un crescendo di polemiche che potranno solo contribuire al nostro isolamento.
Il def porta il rapporto del deficit-pil al 2,4% per finanziare spesa corrente e non un piano di investimenti che avrebbe, questo si, giustificato un duro negoziato ( non gli insulti di Salvini e Di Maio) con l'Unione. Se questo fosse avvenuto non solo la Commissione non avrebbe potuto inviarci una lettera che può essere considerato l'anticipo di una bocciatura della manovra, ma si sarebbero create le condizioni per abbattere il nostro debito pubblico attraverso politiche in grado di allargare la base produttiva del Paese, creare nuova occupazione e generare nuove entrate per le casse dello Stato.
Il segno del Def e, conseguentemente, della manovra é invece completamente diverso.
I mercati sono in allarme e lo spread continua a salire per questo: perché il grosso della manovra è fatto di spese correnti, in parte finanziate in deficit e in parte con entrate "una tantum" e per nulla garantite, come sono quelle che dovrebbero derivare dal condono.
Stiamo parlando di 11 mld e cioe di una stima priva di qualsiai fondamento, inventata per potervrestare entro il 2,4%.
Per come è stato concepito il reddito di cittadinanza sarà una misura assistenzialistica ed elettoralistica. Non credo che potrà essere confermata nel 2020 quando cioè verranno meno le entrate incerte, del condono chiamato eufemisticamente pace fiscale.
Il fatto è che un Paese come il nostro non può reggere a lunga una situazione che spinge i mercati a ritenere che sia stata imboccata una via che rende il nostro debito insostenibile e che determinerà una serie di devastanti effetti a catena sull'economia, le imprese e i risparmi degli italiani. A maggior ragione di fronte al venir meno dell' ombrello protettivo del Quantitative Easing voluto da Draghi che finora ha avuto l'effetto di calmierare lo spread e di mettere in sicurezza i nostri conti.
É uno scenario che non promette nulla di buono: chi semina vento raccoglie tempesta.

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