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Biella, 2 Novembre 2018

50 anni fa l'alluvione



L 'alluvione devasto' il Biellese, ma si seppe reagire unendo le forze. Ezio Abate, tra i migliori Sindaci di Cossato, al telegiornale fece una dichiarazione che dava la misura dello spirito dei biellesi: " le braccia le abbiamo noi, ci servono solo i mezzi meccanici".
Gli operai della Bozzalla & Lesna e della Fila di Coggiola pulirono le aziende dal fango che aveva invaso i reparti e sotterrato i macchinari. L'obbiettivo di tutti, imprenditori e lavoratori, era uno solo: far ripartire le aziende il prima possibile. Insomma una risposta corale come quella occorre saper dare quando si tratta di fare per far fronte ad un emergenza drammatica e imprevista che mette in discussione il futuro di tutti.
In quella risposta c'è tutto: lo spirito di allora, la consapevolezza che in quelle ore il destino fosse comune e la necessità di rispondervi in modo coeso. In quelle ore a Cossato il Comitato Regionale del PCI inviò Sante Baiardi con il compito coordinare le varie iniziative; un dirigente politico e un amministratore con grandissime doti organizzative.
L'alluvione ebbe conseguenze non indifferenti: molte aziende rimasero nelle vallate; altre decisero di spostarsi a valle, avviando quello che negli anni successivi venne definita " la pianurizzazione".
Ricordo alcuni momenti di quelle ore drammatiche; per esempio quando svegliandomi al mattino vidi che " la casa Fanfani", sulla sponda sinistra del torrente Sessera, era stata sventrata dalla furia dell'acqua, con gli elettrodomestici e i mobili che penzolavano; un'altra abitazione più piccola letteralmente spazzata via da un torrente che in quelle ore faceva paura e sembrava impazzito.
Quella emergenza drammatica per le vittime innocenti che aveva provocato, per le aziende che aveva distrutto o messo in ginocchio e per i danni che aveva provocato al nostro territorio, fu gestita in una clima di grande unità e solidarietà. Non voglio far nomi per non correre il rischio di dimenticare qualcuno, ma di questo si è trattato: le divisioni continuavano ad esistere, ma vennero messe da parte.
Che a distanza di 50 anni dalla alluvione il Presidente Mattarella abbia ritenuto di dover venire nel Biellese per ricordare quella tragedia è un fatto positivo. Per questo ho trovato disgustosi alcuni commenti che sono circolati sui " social".
Naturalmente commemorare non basta.
Proprio in queste ore molti del territori del Nord sono stati messi in ginocchio da una eccezionale ondata di maltempo con il suo carico di vittime e di distruzione del territorio, dell'ambiente e della economia locale. Il fatto è che non si tratta più di fatti "eccezionali" ma di fenomeni destinati a ripetersi con sempre maggiore frequenza e che sono la diretta conseguenza di un cambiamento del clima. Ed è questa la nuova sfida con cui occorre fare i conti e che impone un ripensamento radicale delle politiche sin qui realizzate.

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