Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






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Biella, 9 novembre 2017

L'Europa boccia le stima di crescita.



La Ue ci dice cose che chi governa conosce benissimo, ma che fa finta che non siano vere.
Meglio allora accusare l'Europa di pressapochismo e di incapacità nella valutazione sulle prospettive di crescita dell'economia italiana.
Peraltro in linea, anche se leggermente piu ottimistiche, con le preoccupazioni espresse da altri, vedi Fondo Monetario, Bankitalia e Ufficio Parlamentare del Bilancio.
Il deficit sarà superiore al 2,4 e sfiorerà il 3%, l'Italia sarà il Paese che crescerà meno in Europa, peraltro in un contesto in cui il rallentamento riguarderà anche i nostri partners.
Il problema naturalmente riguarda principalmente la composizione della manovra, fatta per lo più di spesa corrente anziché di spesa per investimenti, per esempio per realizzare un piano straordinario di investimenti per mettere in sicurezza un territorio fragile e sempre più esposto; mentre la preoccupazione si concentra sulle dimensioni del debito anche a seguito dell'aumento della spesa per il pagamento degli interessi.
Ma la linea del governo è stata tracciata ed è quella di aumentare il livello della polemica e dello scontro con la Commissione, non vedendo ( o, meglio, facendo finta di non vedere) che le critiche che vengono mosse all' Italia sono condivise dai governi dei vari Paese, anche da quelli sovranisti che Salvini ritiene essere suoi alleati; il che vi confina in uno " splendido " isolamento.
Il punto è che ci fida sempre meno di noi e, purtroppo, gli esempi che finiscono per alimentare questa diffidenza sono moltissimi.
Del resto non è facile fidarsi di un governo che difende la manovra e polemizza con chi mette in discussione le stime di crescita e del deficit, nello stesso momento in cui ammette che se le previsioni non venissero rispettate interverrà con dei tagli. Insomma un azzardo che non potrà che alimentare un clima di incertezza, attesa e sfiducia sul futuro dell'Italia.


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