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Biella, 11 gennaio 2019

Le difficoltà a sinistra



Lega e 5 Stelle governano insieme ma sulla Tav e sulla decisione di salvare i migranti rimasti per giorni su due navi in mezzo al mare si comportano come se fossero una forza di opposizione.
L'obbiettivo di entrambi é quello di non perdere consensi e sottrarre voti agli altri partiti: Salvini a Forza Italia dove non pochi parlamentari dopo le europee sarebbero pronti a passare con la Lega; il M5S Stelle al Pd dopo che nei mesi scorsi una serie di decisioni lo avevano fatto apparire subalterno alla Lega.
L'operazione non é poi così impossibile. Il Congresso del Pd stenta a decollare. È stato convocato con grande ritardo. Infatti le primarie si svolgeranno esattamente un anno dopo la sconfitta del 4 marzo; una eternità se si considera la rapidità con cui si susseguono gli eventi e che la scelta dei tempi in politica è decisiva.
Dal dibattito tra i vari candidati non sembra emergere una proposta che sappia parlare e scuotere quella parte del Paese che guarda con grande preoccupazione agli sviluppi della situazione politica e ai rischi di una deriva di destra. Una proposta che contenga quegli elementi di radicalità e di rottura rispetto al passato, metta in campo un nuovo pensiero critico e indichi, insieme ad un percorso di riorganizzazione della sinistra, un credibile alternativa di governo.
Per tutte queste ragioni è probabile che le elezioni europee si concludono con l'ennesima sconfitta e non rappresentino l'inizio di una inversione di tendenza.
Non meno critica è la situazione di Mdp-Art.1 dopo la decisione di prendere atto che il progetto di Liberi Uguali era stato essenzialmente un cartello elettorale e che, proprio per questo, le divisioni sulla linea e sulle prospettive politiche erano profonde.
Anche in questo caso però le difficoltà sono evidenti e in qualche modo sono speculari alla crisi del Pd. Il progetto era quello di trattenere all'interno del perimetro del centrosinistra I voti in libera uscita dal Pd (che solo i vertici renziani di questo partito hanno fatto finta di non vedere, nonostante le innumerevoli sconfitte elettorali) e di costruite un soggetto che contribuisse alla definizione di una sinistra riformista e di governo e rappresentasse un punto di riferimento per tutti coloro che non si riconoscevano nel pd. Il risultato elettorale, le divisioni sulle prospettive emerse subito dopo all'interno di Liberi e Uguali e, in ultimo, una esigua presenza parlamentare, per di più poco dinamica, rendono tutto molto più difficile.
Certo molto dipenderà dall'esito del congresso del Pd, fondamentale per tentare di aprire una nuova fase, ma le difficoltà rimangono enormi e il rischio di un arretramento e di un forte spostamento a destra del Paese molto concreto.



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