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Biella, 9 febbraio 2019

L'attacco alla Banca d'Italia


Adesso nel mirino Di Maio e Salvini hanno messo la Banca d'Italia.
Nella lista dei nemici di questo governo, contro cui aizzare l'opinione pubblica, finiscono i vertici di Via Nazionale. Ci aveva provato anche Renzi, ve lo ricordate? ma sia il Presidente della Repubblica che Gentiloni, in accordo, respinsero il tentativo di delegittimare il Governatore. Oggi l'offensiva la conducono insieme i due Vicepremier e, fino a questo momento, Conte si è limitato a dichiarare che sta studiando il dossier. In realtà c'è poco da studiare. Il tentativo può essere assecondato, colpendo l'autonomia della Banca d'Italia, oppure respinto. E questa seconda responsabilità non può ricadere solo sulle spalle del Presidente della Repubblica anche se sulla credibilità del centro sinistra pesa la sciagurata decisione di dar vita alla Commissione d'Inchiesta, un errore che pagheremo caro.
In discussione è l'autonomia rispetto al governo e al potere politico delle autorità di garanzia. I risparmiatori si tutelano impedendo che la Banca d'Italia venga trattata alla stregua di un qualsiasi Consiglio di Amministrazione.
Si ritiene che occorra rafforzare l'attività di Vigilanza? Lo si faccia ma questa è altra cosa rispetto all'operazione di destabilizzazione in corso che ha un fine preciso: impedire che continui ad agire quel sistema di pesi e contrappesi su cui deve fondarsi una democrazia liberale pensato per impedire che chi vince le elezioni possa fare l'asso pigliatutto.
E quello che sta avvenendo e i risparmiatori truffati diventano il pretesto per portare l'attacco fino in fondo.
Ciò che a questo non va giù e che il Governatore, nell'esercizio delle sue funzioni, nei giorni scorsi abbia potuto dichiarare che " la ripresa ( tanto sbandierata) sarà inferiore alle attese, stimando che nel 2019 sarà non già dell'1,5% come promesso dal governo, ma dello 0,5% cioè tre volte inferiore". Ecco spiegato l'attacco di queste ore.

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