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Biella, 12 febbraio 2019

Tav: tempo scaduto. Il governo decida


La valutazione costi-benefici sulla Torino-Lione si è rivelata una farsa com'era del resto prevedibile. È stata costruita da un gruppo di esperti No tav, (fatta eccezione per uno di essi che infatti non l'ha sottoscritta )con l'obbiettivo che è un'opera inutile. Che questo sarebbe stato l'epilogo era largamente prevedibile dopo le anticipazioni di Toninelli e di Di Battista.
La contrarietà all'opera non è però servita ad impedire il crollo elettorale del Partito di Di Maio in Abruzzo e di fronte ai rischi di recessione e alla urgenza di far ripartire gli investimenti appare ancora più inspiegabile.
Adesso il governo deve decidere se negare la realizzazione dell'opera e penalizzare il Piemonte e l'Italia sulla base di uno studio-farsa, oppure decidere che si va avanti ponendo fine ad una " querelle" che rende il sistema Italia sempre meno credibile. Il paradosso di questa vicenda è che coloro che dichiarano di voler realizzare un " nuovo modello di sviluppo ",sostenibile e meno inquinante , sono contrari ai treni e favorevoli alle autostrade. Io penso invece che in un Paese nel quale la gran parte delle merci viaggiano su strada sia " strategico" trasferire quote di traffico dalla strada alla rotaia e rinnegare gli accordi che abbiamo sottoscritto.
Aggiungo che se venisse bloccata la Tav non è che non si farà; più semplicemente seguirà un itinerario diverso e a farne le spese saranno l'economia, l'ambiente, le imprese e l'occupazione.
Il governo ha cercato di prendere tempo con il pretesto dello studio costi-benefici. Quel tempo è finalmente scaduto. Di Maio e Salvini non possono continuare a dire che uno e' favorevole e l'altro è contrario. Devono decidere Si o No. Sono loro al governo e non possono continuare a recitare le due parti in commedia.

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