Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 5 marzo 2019

Cosa ci dicono le Primarie Pd


Sono sempre più chiare le ragioni che hanno spinto centinaia di migliaia di cittadini a partecipare alle primarie del PD.
In primo luogo " il risveglio " è la conseguenza diretta della preoccupazione di una parte del popolo della sinistra per quel che sta succedendo nel Paese e per la paura che si consolidi uno spostamento a destra. Finora l'opposizione parlamentare si è dimostrata del tutto inadeguata, mentre è sempre più evidente l'incapacità della sinistra di rappresentare una credibilità e possibile alternativa di governo. Serviva e serve una svolta nella leadership e nelle politiche perché solo così sarà possibile opporsi efficacemente alla destra, recuperare un parte dei voti che sono andati ai 5 Stelle.
Le elezioni si sino svolte il 4 marzo 2018 e per un anno si è fatta melina nella speranza che l'esito delle elezioni politiche potesse essere dimenticato e piano piano archiviato. Cioè e avvenuto il contrario di ciò che sarebbe stato necessario.
Questo era l'obbiettivo di Renzi che, guarda caso ha deciso di presentare il suo nuovo libro in piena campagna per le primarie per farle fallire e potersi presentare come l'unico leader del PD. Confidava su un diverso risultato di Martina e Giachetti se non per vincere, almeno per condizionare le scelte del nuovo Segretario, ritagliandosi il ruolo che aveva cominciato a svolgere in questi mesi, di Segretario di fatto.
In secondo luogo il risultato deve essere interpretato come un voto contro Renzi e il renzismo per dare a Zingaretti, l'unica vera alternativa al renzismo, la forza per chiudere definitivamente quella stagione politica, durata anche troppo.
Conosco elettrici ed elettori che sono andati a votare per impedire che Renzi potesse tornare direttamente o per interposta persona a decidere la politica del PD. Credo che la schiacciante vittoria di Zingaretti non fosse neppure lontanamente stata prevista dai renziani. Le convinzioni erano altre.
Girando l'Italia per presentare il nuovo libro , registrando il tutto esaurito e confrontando tutto ciò con il clima non certo entusiasmante delle primarie era convinto che la situazione lo avrebbe ri-confermato come l'unico vero mattatore. Del resto il personaggio è fatto cosi: egocentrico, arrogante e presuntuoso.
Gli elettori hanno deciso di voltare pagina perché considerano che uno dei problemi del PD sia proprio rappresentato da Renzi il quale, nonostante abbia collezionato una serie di pesanti sconfitte, si era illuso che vi fosse ancora una maggioranza di elettori del PD e del centrosinistra disposta a credere che se si è perso è per un problema di comunicazione e non invece per imperdonabile errori politici e per le politiche che sono state realizzate. Una convinzione rafforzata dai rapporti di forza esistenti all'interno dei gruppi parlamentari.
Per questo lo smacco deve essere stato forte.
Zingaretti aveva chiesto un voto che gli consentisse di voltare pagina. Gli elettori li hanno preso in parola e gli hanno portato in dote il 66% dei consensi che consentiranno di affrontare la fase che si apre disponendo di una maggioranza molto forte. Hanno dimostrato di avere una fiducia in lui e di ritenerlo la persona adatta per rilanciare il PD, restituendogli la sua vocazione di sinistra.

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