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Biella, 6 marzo 2019

Tav, si decide?


Vedremo se davvero si deciderà e, soprattutto, cosa si deciderà su la Tav. Conte ha annunciato una decisione entro venerdì.
Soprattutto ha precisato "che a un percorso di razionalità tecnica seguirà un percorso di razionalità politica", cioè , se ho inteso bene, con un linguaggio che non è certo quello di un avvocato del popolo, ci ha detto che alla fine la decisione sarà politica anche perché sono rimasti solo i 5 Stelle a dar credito alla analisi costi benefici che i più considerano assolutamente inattendibile. Proprio in questi giorni l'Ordine degli Ingegneri di Torino ha spiegato che l'analisi della Commissione Ponti : " contiene anomalie, di metodo e di applicazione che contraddicono le analisi fatte da diversi soggetti che hanno portato a risultati consolidati a livello europeo. Infine la convinzione che i vantaggi superino il miliardo, senza contare i benefici indotti sul sistema economico nazionale ".
Le posizioni tra M5S e la Lega sono agli antipodi. Il primo considera la Tav non negoziabile perché, avendola trasformata in un vessillo, se cede anche su questa questione, come è avvenuto per la Tap e l'Ilva, rischia di implodere.
La Lega non può accettare che il progetto sia snaturato e/o accantonato perché questo significherebbe compromettere il rapporto con le forze produttive del Nord e perdere una parte del proprio consenso, tanto più dopo l'iniziativa di Zingaretti a Torino.
I giornali raccontano che nell'incontro di ieri Toninelli aveva annunciato le proprie dimissioni, rientrate a seguito dell'intervento del premier. Nei giorni scorsi si era inventato che i bandi sarebbero partiti, ferma restando la possibilità di bloccarli. Ieri il premier lo ha sconfessato. È la conferma che le posizioni non sono difficilmente conciliabili e un compromesso, che salvi la faccia ad entrambi, non è facilmente raggiungibile

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