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Biella, 15 marzo 2019

Tajani, l'eccidio di Salussola e il valore dell'antifascismo


Tajani, dopo aver difeso per alcune ore i giudizi che aveva espresso nei confronti di Mussolini e del fascismo, ha chiesto scusa, precisando di essere stato frainteso, che lui rimane " un convinto antifascista" e che dovrebbero vergognarsi coloro che lo hanno strumentalizzato.Ieri molti parlamentari europei lo hanno censurato pesantemente, chiedendone le dimissioni; richiesta e polemiche che molto probabilmente che sono state alla base della sua tardiva rettifica.
Proprio domenica ho partecipato alla manifestazione di Salussola per ricordare il sacrificio di 20 giovani, torturati e poi ammazzati dai fascisti. Insieme a tanti altri e,come ogni anno, ho visitato la stanza nella quale vennero sottoposti a torture e a sevizie. Per anni fino a quando è stato in vita, alla manifestazioni ha preso parte il partigiano " Pittore ", l'unico sopravissuto dell'eccidio. Su mia proposta, il Presidente Ciampi, lo nominò Cavaliere della Repubblica.
Leggendo le dichiarazioni del Presidente del Parlamento europeo ho pensato a loro e al rischio che il giudizio storico-politico sul fascismo, la Guerra di Liberazione e i valori sanciti nella nostra Costituzione che per anni hanno orientato la mia e altre generazioni possano essere rimossi e cadere nell'oblio.
Sono quindi attualissime le parole di Norberto Bobbio che ci invitava a condurre una battaglia politica e culturale per sottolineare il valore dell'antifascismo e contrastare il revisionismo storico.
Qualche anno fa le dichiarazioni di Tajani avrebbero provocato nel nostro Paese una reazione maggiore e temo che anche questo rappresenti un segno dei tempi che stiamo vivendo perché a edulcorare il giudizio su Mussolini e il fascismo, compiendo un falso storico, non è stato un cittadino qualsiasi ma il Presidente del Parlamento europeo.
Un tempo si diceva che i valori di fondo non sono negoziabili e che la diversa collocazione politica e la competizione tra i partiti non poteva e non doveva impedire di riconoscersi nel giudizio che la storia ha espresso nei confronti del Ventennio fascista.
Un tempo sarebbe stato impensabile che il Presidente del Parlamento potesse esprimersi in quel modo su Mussolini. Oggi, la forza di gran lunga maggioritaria all'interno dello schieramento di destra, cioe' la Lega di Salvini, ha definitivamente sdoganato la destra estrema, rinunciando alla pregiudiziale antifascista e in Europa è pronta ad allearsi con chi all'interno dei propri Paesi sta calpestando i principi della democrazia liberale. Sono lontani gli anni in cui la Lega partecipava ufficialmente e formalmente alle manifestazioni del 25 Aprile. Questa deriva interroga però anche le forze dell'antifascismo che hanno sottovalutato ciò che stava succedendo. Oggi devono condurre un battaglia politica e culturale a viso aperto (che non può essere delegata al Capo dello Stato o all' Anpi ) prima che sia troppo tardi.

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