Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






foto news
Biella, 6 Aprile 2019

Quale lista per le europee


Trovo abbastanza stucchevole la polemica aperta dai passdaran renziani ( Ascani e la Morani, per intenderci una di quelle deputate che avevano dichiarato sull'esempio di Renzi che avrebbero abbandonato la politica se si fosse perso il referendum) e in parte dallo stesso Calenda contro la decisione di presentare alle prossime elezioni europee liste aperte ai Socialisti e ad Art.1-Mdp.
Naturalmente la " vexata quaestio" riguarda i secondi; per intenderci, i Bersani e i D'Alema (e coloro che hanno abbandonato il Pd) i cui nomi venivano accolti alla Leopolda al grido : " fuori, fuori, fuori...".
Zingaretti ha vinto le primarie proponendo di " sbaraccare tutto" e di ricostruire il campo della sinistra nella consapevolezza che la destra si potrà battere solo così. Le elezioni precedenti, in ultimo, quelle svoltesi in Abruzzo, in Sardegna e in Basilicata hanno dimostrano che solo ri-unendo e ricomponendo il campo della sinistra, che le politiche renziane avevano diviso, si potrà porre un argine alla destra.
Questo è ciò che sta succedendo in gran parte degli Enti Locali in cui si voterà il 26 maggio, questo e ciò che è successo in Piemonte dove la lista Liberi Uguali-Verdi sosterrà Chiamparino e questo è ciò sta cercando di fare Zingaretti per le elezioni europee, proponendo di dar vita a una lista rappresentativa di una sinistra plurale e larga.
Ho già scritto che il simbolo non mi piace e di come , in particolare, quel " Siamo Europei" non mi convinca: perché afferma una ovvietà, cioè il nostro europeismo, mentre omette di precisare che l'obbiettivo della sinistra è quello di cambiare l'Europa per rilanciarne il ruolo e avvicinarla ai cittadini. Ma la prospettiva a cui sta lavorando Zingaretti e l'unica possibile come ha ricordato anche Prodi per reggere l'onda d'urto e avviare la ricostruzione.
Non la pensano così i renziani e Calenda che remano contro per far fallire il progetto. Con argomentazioni faziosi e strumentali.
I primi si oppongono alla ricandidatura di 2 parlamentari uscenti o alla possibilità che candidati di Art.1-Mdp possano essere presenti in tutte le circoscrizioni. Il secondo pretende che si dichiari di non volersi alleare con il M5S come se questa discussione non avesse riguardato per primi proprio i democratici nelle ore immediatamente successive alle politiche del 4 marzo. Insomma argomenti pretestuosi che danno la misura delle resistenze che si frappongono al progetto di Zingaretti.


Login