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Biella, 10 aprile 2019

Svolta nel caso Cucchi


Dopo 10 anni la vicenda di Stefano Cucchi è giunta ad un punto di svolta, non soltanto sul piano processuale.
La lettera alla sorella del generale Nistri con la quale il Comandante Generale annuncia che l'Arma si costituirà parte civile nel processo, scritta a mano per sottolinearne ancora di più il valore umano, è importante per tante ragioni: innanzitutto perché sottolinea la necessità che " sia chiarita ogni singola responsabilità " in sede giudiziaria a tutela della ricerca della verità e della stessa immagine di coloro che all'interno dell'Arma svolgono il lavori con impegno, serietà e osservando scrupolosamente le leggi.
La sorella, dopo un calvario durante due lustri nei quali, insieme ai suoi genitori e pochi altri, si era battuta per denunciare una colossale operazione di depistaggio resa possibile da una rete di complicità (che l'inchiesta giudiziaria ha messo in luce in tutta la sua gravità) può finalmente dichiarare di " sentirsi meno sola e non più tradita dallo Stato".
Qualche mese fa su invito di Toni Filoni avevo partecipato ad una serata dedicata a discutere il caso di Stefano Cucchi e ricordo la determinazione la sorella, che si era collegata con il pubblico in sala, sottolineando l'importanza di alcune novità che stavano emergendo sul piano processuale grazie all'impegno della Procura della Repubblica di Roma
Tutti coloro che ritengono che la forza dello Stato si eserciti attraverso l'applicazione e il rispetto della legge non può che essere soddisfatto, mentre invece dovrebbero riflettere e chiedere scusa molti altri.
Mi riferisco a tutti coloro che, senza essere sfiorati dal minimo dubbio, si schierarono contro il giovane.
I Giovanardi, all'epoca Ministro che dichiarò che " gli unici a picchiare Cucchi sono stati i suoi amici spacciatori " oppure i Salvini che non esitò a dichiarare che " Ilaria Cucchi gli faceva schifo".
Il generale comandante dell'Arma ha sconfessato anche loro. Rimane la preoccupazione che tali personaggi abbiano potuto o possano continuare ad esercitare responsabilità di governo.

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