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Biella, 16 aprile 2019

Zingaretti e le difficoltà del PD e della sinistra


I sondaggi fotografano una crescita di Salvini e di Di Maio e una leggera flessione del PD.
Lega e M5S, nonostante governino insieme e si spartiscano i provvedimenti, due a me, uno a te, si comportano come se fossero uno al governo l'altro all'opposizione. Questo gioco delle parti, di una Lega che irridisce le sue posizioni di destra e di un Di Maio che vuole riavvicinare l'elettorato di sinistra al suo Movimento, sta favorendo entrambi.
Del resto questo è esattamente il loro obbiettivo.
Il PD di Zingaretti e la sinistra continuano ad essere in difficoltà. Dopo l'effetto di trascinamento provocato dalle primarie e l'operazione compiuta sulle liste per l'Europa, coerente con il disegno del Segretario Dem, si sta assistendo ad una situazione di stallo.
Certo, non sono d'aiuto a Zingaretti l'inchiesta che investe i vertici della Regione Umbria, da sempre considerata roccaforte del PD, insieme alla Toscana e alla Emilia Romagna. Ma anche queste tre certezze appartengono ad un tempo ormai lontano. Il 26 maggio si voterà a Perugia, già nelle precedenti amministrative si sono persi comuni importanti come Terni e Spoleto.
Il rischio dell'effetto valanga è fortissimo.
Zingaretti ha affrontato la situazione senza reticenze: ha chiesto ai magistrati di andare fino in fondo e ha posto il tema della selezione della classe dirigente PD. Ma le difficoltà sono evidenti anche perché faticano ad emergere i lineamenti di una nuova politica e la nuova segreteria appare appesa tra il nuovo corso che vorrebbe avviare " sbarraccando tutto" e i pesanti condizionamenti che un pezzo del vecchio gruppo dirigente continua ad esercitare per annacquare la novità rappresentata dal Zingaretti. Per questo io penso che il Segretario Dem dovrebbe avere più coraggio e rompere gli ormeggi. Troppi dirigenti Dem continuano a compietarsi come se la segreteria Zingaretti non esistesse, rivendicando una continuità con la politica di Renzi.
Questa ambiguità ammazza il nuovo corso del PD. Capisco che possa far comodo ai renziani ma è nemica del rinnovamento promesso e necessario.

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