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Biella, 7 maggio 2019

Taccuino elettorale: ancora sulla vicenda Atap


La vicenda del rinnovo del Cda di Atap e della nomina del suo Presidente è stata gestita nel modo peggiore. Più si conoscono le notizie è più risulta evidente come la posizione assunta sia indifendibile.
Infatti, non solo il Segretario di Via Trieste e diventato Presidente del PD, nel mezzo della campagna elettorale dando un segnale di smobilitazione agli iscritti e agli elettori. Non solo la sua nomina è stata inopportuna e sbagliata perché la logica, il buon senso, la distinzione tra ruolo dei partiti e ruolo delle istituzioni, avrebbe dovuto scoraggiarne la nomina a Presidente di una società pubblica.
Oggi sappiamo che il Presidente del Cda di Atap sarà ostaggio dei membri del Cda indicati dal centrodestra che sono maggioranza , tanto è vero che l'on. Del Mastro malignamente ha dichiarato che dopo le elezioni si dimetterà o diventera' un dipendente del centrodestra".
Basterebbe questo per rendersi conto che si è trattato non solo di un accordo spartitorio, che ha sacrificato le competenze, ma anche di un accordo capestro in cui è sacrificato tutto pur di ottenere la Presidenza di Atap. Io non so se coloro che hanno condiviso tale decisione e contribuito a determinarla si siano resi conto delle conseguenze che essa potrà avere sulla credibilità del PD e del difficile tentativo di risalire la china dopo la sconfitta elettorale del 4 marzo.
A subire un colpo è lo sforzo del Segretario Zingaretti di riformare e cambiare profondamente ( sono parole sue) il PD a partire dalla necessità di rompere certe logiche che obbedendo a logiche correntizie e di potere non dovrebbero appartenergli e che invece si confermano essere assai diffuse.

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