Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 18 maggio 2019

Verso il voto


Tutti i voti sono importanti, sia chiaro, ma il 27 quelli che si conteranno di più e potranno fare la differenza saranno quelli alla Lega, al M5S e al PD.
Quello alla Lega perché se Salvini dovesse raddoppiare i suoi voti, passando dal 17% al 32/34%, il leader leghista avrebbe buone possibilità per diventare Presidente del Consiglio alla guida di un governo di centrodestra.
Sarebbe un governo con pulsioni illiberali autoritarie, con la presunzione di riscrivere la storia del Paese, azzerando il discrimine tra fascismo e antifascismo e che spingerebbe l'Italia verso un sempre maggiore isolamento internazionale.
I primi ad isolarci sarebbero proprio gli alleati di Salvini, quei partiti che oggi manifestano con lui a Milano, mentre invece gli altri partiti, a partire del Pse e dal Ppe, che verosimilmente, continueranno ad avere la maggioranza all'interno del Parlamento europeo, avranno un un'argomento in più per non ritenerci più un Paese credibile.
Vi lascio immaginare cosa questo possa significare per un Paese in cui il debito pubblico per effetto della manovra di politica economica decisa dall'attuale governo e una crescita insufficiente.
Esaminiamo adesso gli effetti di un voto che attesti il M5S al di sopra del 20%, molto al di sotto del risultato ottenuto nelle elezioni del 4 marzo, ma in grado di rappresentare una inversione di tendenza rispetto alla parabola negativa di questi mesi.
Per questo fa' sia il governo che l'opposizione; per questo ha rispolverato una serie di argomenti di sinistra per liberarsi dall' accusa di essere stato succube di Salvini e recuperare i voti in libera uscita di una parte degli elettori di sinistra; per questo oggi veste i panni del moderato e si presenta come il custode del vincolo del 3% dopo averlo piu volte messo in discussione. Insomma dottor Jekyll e Mister Hide.
Il punto di debolezza maggiore è rappresentato dalla volontà di voler proseguire l'alleanza con Salvini che confligge con il livello della polemica e con gli argomenti che vengono utilizzati per condurla.
In questa situazione il voto alla lista unitaria del PD è quello che può contrastare con maggiore efficacia questa deriva e porre fine al teatrino Lega-5Stelle. Per tre ragioni: perché un risultato positivo, superiore a quello ottenuto alle politiche del 4 marzo e tale da consentirgli di risultare il secondo partito, potrebbe rappresentare l'avvio di una fase nuova.
Perché verrebbe incoraggiato il progetto di chi punta alla costruzione di un nuovo centrosinistra e di una sinistra unitaria e inclusiva.
Perché segnerebbe l'avvio del processo per ricostruire una alternativa pollitico-programmatica alla destra.

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