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Biella, 2 giugno 2019

L'inchiesta di Perugia


L'inchiesta di Perugia che coinvolge l'ex Presidente della Associazione Nazionale Magistrati dott. Palamara, indagato per corruzione, un membro del Csm e una serie di altre persone rischia di colpire la credibilità del Csm e far passare in secondo piano l'importanza del lavoro svolto dai magistrati nell'azione di contrasto alla criminalità, alla corruzione e alle organizzazioni mafiose.
Stando a ciò che da giorni scrivono i giornali Palmanara, in stretto rapporto con membri del Csm che fanno parte della sua stessa corrente, si sarebbe adoperato per orientare la nomina dei Capi di alcune Procure, tra cui Perugia e Roma e di delegittimare il dott. Ielo, un magistrato da decenni in prima linea, che era stato uno dei principali collaboratori del dott. Pignatone, oggi in pensione ma fino a poco tempo al vertice della Repubblica di Roma. Contro il dott. Ielo sarebbe stata organizzata un'azione di discredito per colpirne la credibilità.
Pignatone è stato un magistrato che ha gestito con rigore indipendenza inchieste importanti. È il magistrato che ha impedito che sulla vicenda Cucchi calasse un clima di omertà e di silenzio. Ha portato a termine l'inchiesta su Roma capitale.
Sulla sua sostituzione era stato raggiunto un accordo che l'operazione organizzata da Palamara voleva far saltare per mettervi in Magistrato gradito. Come è stato ricordato da più parti quell'Ufficio è uno dei più importanti e conta come 2 Ministeri di serie A.
Soprattutto è un crocevia importante per controllare e condizionare inchieste importanti, per esempio, come quella che ha riguardato Consip. Per anni era stato così, tanto è vero che il Tribunale di Roma era stato definito il " porto delle nebbie" nel quale le inchieste, soprattutto quelle riguardanti il rapporto politica affari, finivano su un binario morto.
Il disegno che i Magistrati di Perugia avrebbero scoperto e per il quale una serie di persone sono indagate era quello di porre a Capo di alcune Procure magistrati compiacenti, a partire da quella di Roma per poi passare a Perugia e di depistare alcune inchieste importanti.

I giornali rivelano che nella inchiesta avrebbero fatto capolino i nomi di 2 politici, il parlamentare Luca Lotti e Cosimo Ferri, un Ex Sottosegretario, entrambi del PD. Per l'accusa avrebbero preso parte con un ruolo di primo piano a questa operazione di delegittimazione di alcuni Magistrati e di promozione di altri.
La Procura della Repubblica di Roma sarebbe stata individuata da Lotti, forse per via della inchiesta Consip, coma una di quelle da presidiare mettendovi un magistrato affidabile. L'importante, scrive Carlo Bonini su La Repubblica, è che fossero Magistrati che avevano dimostrato di non essere ostili con Renzi e il Giglio Magico. Insomma una inchiesta destinata ad riservare sorprese assai inquietanti.

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