Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 6 giugno 2019

L'Italia, il governo giallo verde e la procedura di infrazione


Nei prossimi giorni i Ministri delle Finanze dei vari governi europei decideranno se fare propria la raccomandazione della Commissione Europea sull'avvio della procedura per debito eccessivo nei confronti dell'Italia.
La richiesta è che l'Italia approvi una manovra aggiuntiva di 4/5 miliardi per riportare i conti sotto controllo. Solo così la procedura potrà essere evitata e l'Italia non diventerà un sorvegliato speciale.
Il premier e il Ministro per dell'Economia annunciano di non volere la rottura e di essere pronti al negoziato, sollecitato dallo stesso Moscovici. È una linea diversa da quella che continua a sostenere Salvini contro i diktat europei e i burocrati di Bruxelles smentita dal fatto che ha pronunciarsi sulla richiesta di procedura saranno a breve i governi dell'Unione.
Non credo però che il governo italiano potrà cavarsela spiegando ai Commissari Europei che le risorse mancanti verranno recuperate dai risparmi realizzati con il reddito di cittadinanza e che Di Maio aveva già deciso di impiegare diversamente.
Servono altre misure perché quelle adottate dal governo hanno aumentato il debito pubblico che nel 2020 raggiungerà il 135% senza però avere un effetto positivo sull'economia Italia che rimane il fanalino di coda in Europa.
Per questo è patetico il tentativo di Di Maio di far passare che le decisioni della Commissione Europea si riferirebbero al periodo in cui al governo era il PD.
Le critiche della Commissione Europea riguardano quota 100 e il reddito di cittadinanza e la decisione di sacrificare gli investimenti a vantaggio di queste 2 misure nella illusione che esse avrebbero fatto ripartire i consumi e incoraggiato una ripresa della economia.
Invece l'economia rimane al palo, mentre il debito pubblico continua a crescere e crescerà se il governo dovesse dar seguito alle promesse elettorali di Lega e 5 Stelle su Flat tax e congelamento dell'Aumento dell'Iva che costeranno 50 mld, cioè il costo dell'intero comparto della scuola italiana, rendendo il debito insostenibile.
Non c'era bisogno di essere scienziati per rendersi conto che le politiche di bilancio di questo governo ci avrebbero portati a questo punto.
Salvini e Di Maio hanno pensato unicamente al loro tornaconto elettorale. L'accordo tra di loro è stato raggiunto sommando le promesse elettorali di entrambi, non curandosi dell'impatto che avrebbero avuto sulla finanza pubblica.
Il risultato è quello che vediamo, ma non per colpa dell'Europa come per mesi Salvini e Di Maio hanno cercato di farci credere, alimentando un conflitto che ha spinto l'Italia verso l'isolamento.
La loro convinzione era che il risultato delle elezioni europee e la vittoria dei sovranisti, data per scontata, avrebbe consentito a entrambi di farla franca, ma le cose sono andare diversamente e oggi il conto della loro irresponsabilità lo pagano gli italiani.


Login