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Biella, 13 giugno 2019

Il caso Lotti


Ieri il Quirinale è stato costretto a precisare che l'ultimo incontro con Luca Lotti ex Ministro e deputato Dem, è avvenuto il 6 di agosto cioè prima che la Procura di Roma, guidata dal dott. Pignatone ne chiedesse il rinvio sulla vicenda Consip.
Dalle intercettazioni emerge non soltanto il grande attivismo di Lotti, interessato a pianificare e a condizionare la nomina dei vertici di alcune Procure ma che egli millantava con i suoi sodali di aver discusso con Mattarella delle sue grane giudiziarie.
Il Quirinale si è visto quindi costretto a smentire l'ex Ministro precisando di non avere mai discusso di questo argomento con lui.
La vicenda si incarica di dimostrare la spregiudicatezza del personaggio Luca Lotti.
L'inchiesta della Procura di Perugia che ha fatto emergere ciò che stava succedendo e cioè un mercimonio per la nomina dei Capi delle Procure più importanti, solleva interrogativi inquietanti, dando un colpo alla credibilità dello stesso Csm.
Spetta alla magistratura accertare le responsabilità penali coloro che sono coinvolti nella inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Perugia, ma che i comportamenti di Lotti e Ferri siano inaccettabili è fuori discussione. E per capire questo non credo che occorra attendere la conclusione dell'inchiesta nella quale peraltro Lotti e Ferri non risultano indagati.
L'ex Ministro si è difeso sostenendo che andare a cena non è un reato, ma non credo che sia questo in discussione, bensì l'oggetto di quei ritrovi conviviali organizzati per condizionare le nomine del Csm.
Zingaretti ha avuto un lungo colloquio con il diretto interessato, al termine del quale ha ritenuto di dover chiarire di non avergli espresso alcuna solidarietà, ma forse questo non basta più.


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