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Biella, 11 luglio 2019

Ancora su Salvini


La vicenda che ha coinvolto Salvini ricorda molto lo scandalo che nei giorni scorsi ha portato alle dimissioni il vice cancelliere austriaco.
Anche allora c'entravano i russi. In quel caso ai giornalisti e alle tv venne fatto avere un filmato che riprendeva il colloquio tra il politico austriaco e una avvenente ragazza russo.
I colloqui pubblicati in queste ore tra Savoini, leghista e salviniano della prima ora, Presidente di una Associazione Italia-Russia che ha la sua sede vicino a quella della Lega e alcuni esponenti del mondo degli affari russi, hanno avuto l'effetto di una bomba. E legittimo domandarsi chi abbia registrato i colloqui su una presunta trattativa per assicurare un tesoretto di 65 milioni di dollari e la Lega e per quale ragione siano stati resi pubblici in questo momento.
Soprattutto è legittimo domandarsi se stiano per essere rese pubbliche altre registrazioni dal contenuto ancora più compromettente.
Salvini annuncia querele, così come aveva fatto in occasione dell'articolo con il quale il giornale l'Espresso, con meno particolari ma con molta fermezza e senza arretrare di un millimetro, aveva dato notizia degli stessi incontri; querele annunciate ma mai presentate.
Ma questa volta il Capitano dovrà dare qualche spiegazione in più; ne credo potrà ridurre l'impatto che la notizia ha avuto con qualche diversivo, attività in cui ha dimostrato di essere molto abile e capace.
E questo indipendentemente dal fatto che siano circolati o meno una parte dei 65 milioni di cui si parla nella registrazione perché ciò che emerge è l'inaffidabilità politica della Lega.
Un partito che veleggia attorno al 40% dei voti, che esprimere uno dei due Vicepremier che studia per diventare premier e che anzi si comporta come se lo fosse, non può cavarsela annunciando querele. Deve essere chiamato a rendere conto perché è gravissimo che nel momento in cui è in corso il tentativo di indebolire l'Europa per impedire che essa possa esercitare un ruolo di potenza nello scacchiere internazionale, il leader del più grande partito italiano si metta d'accordo con la Russia di Putin per farla deflagrare.
Con chi sta Salvini? Con coloro che, pur criticandola, vogliono rilanciare il progetto europeista oppure con coloro che puntano a disarticolarlo?
Finora le posizioni di Salvini e dei Leghisti hanno portato acqua al mulino di Putin e dei nemici dell'Europa. Perché una cosa e porsi da europeista l'obbiettivo di migliorare i rapporti con la Russia, immaginando a fronte di concrete contropartite, un superamento delle sanzioni. Ben altra cosa e ricercare un rapporto privilegiato con la Russia in chiave anti-europeista.
Lo scandalo esploso in queste ore autorizza a pensare che l'opzione compiuta da Salvini sia la seconda. Non è cosi? È lui che deve dimostrarlo, con i fatti non con le chiacchiere.

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