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Biella, 12 luglio 2019

Fare chiarezza


Ieri la Presidente del Senato ha considerato un pettegolezzo la notizia del negoziato avvenuto a Mosca per discutere la compravendita di 6 milioni di tonnellate di petrolio che avrebbero dovuto fruttare alla Lega una tangente di 65 milioni di dollari con cui finanziare la campagna elettorale per le europee. Ne aveva parlato per primo mesi fa il settimanale l'Espresso, il quale non era stato né smentito né querelato.
Sulla questione è ritornato in questi giorni un giornale online americano che ha mandato in onda le registrazioni di quei colloqui che tutti noi abbiamo potuto ascoltare o leggere per esteso sui giornali.
Della vicenda si sta occupando la Procura di Milano che ha aperto una inchiesta ipotizzando il reato di corruzione internazionale.
Allo stato delle cose nessuno è in grado di dimostrare che quella " transazione " sia poi avvenuta. Ce lo dirà, come giusto che sia, l'inchiesta della Magistratura.
La Lega per prima dovrebbe pretendere che si faccia chiarezza perché un conto è sostenere che quei soldi non sono mai finiti al partito di Salvini, altra cosa è negare l'esistenza stessa del problema o il contenuti di quelle registrazioni che sollevano interrogativi inquietanti. Nelle stesse ore in cui si svolgeva l'incontro per mettere a punto i dettagli della operazione Salvini era a Mosca. Naturalmente può essersi trattato di una coincidenza. Savoini, uomo della Lega, presente anche gli incontri ufficiali svoltisi quello stesso giorno presso il Ministero dell'Interno della Federazione russa, può essere un millantatore. Ma se è cosi perché non è ancora stato denunciato e cacciato per aver infangato il nome della Lega?
Analogamente può essere stata una pura coincidenza la decisione di un gruppo di parlamentari leghisti di presentare un un'emendamento, che è stato però respinto, per abolire il reato di finanziamento estero. Oppure l'atteggiamento di aperta ostilità politica assunto da Salvini dei confronti dell'Europa; perché un conto è chiedere e battersi per una riforma per rilanciarne il ruolo e modificare le sue politiche, ben altra cosa è puntare al suo sgretolamento, facendo il gioco di Putin e di coloro che vogliono indebolirla.
Ma c'è una questione politica che chiunque abbia veramente a cuore gli interessi del nostro Paese dovrebbe porsi. Riguarda il grado di indipendenza e di autonomia della Lega rispetto alla Russia di Putin, la sovranità e la sicurezza del nostro Paese. E siccome prima vengono gli interessi del nostro Paese la vicenda non può essere derubricata a pettegolezzo dalla seconda carica dello Stato. Deve essere chiarita e, farlo nel modo più rapido possibile per mettere tutti nella condizione di conoscere cosa veramente sia successo, dovrebbe essere nell'interesse di tutti.

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