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Biella, 2 gennaio 2020

I rischi di un voto anticipato


A metà gennaio sapremo quali sbocchi avrà la verifica in corso all'interno della maggioranza. Nello scontro in atto, il partito di Italia Viva è convinto che la maggioranza dei parlamentari non abbia alcuna intenzione di accettare la prospettiva di uno scioglimento anticipato delle Camere. Per questo Renzi alza continuamente la posta.
Su cosa fonda questa valutazione il leader di ItaliaViva?
Innanzitutto sulla convinzione che in caso di elezioni anticipate molti deputati e molti senatori, temendo di non essere ricandidati e/o rieletti, faranno di tutto per dare continuità alla attuale legislatura.
Questo in considerazione del fatto che la riduzione del numero dei parlamentari, avvenuta per effetto della riforma costituzionale varata dal Parlamento e confermata dal Referendum, rendera', più difficile per alcuni e impossibile per altri, la rielezione.
Ma vi è una seconda ragione e cioè la convinzione che le forze che sostengono il governo non abbiano alcun interesse ad andare ad elezioni con il Rosatellun che favorirebbe il centrodestra.
La riforma della legge elettorale andava approvata prima del referendum come in molti avevano richiesto.
Zingaretti avevano subordinato il voto a favore della riforma, dopo averla contrastata nelle tre letture precede, all'impegno da parte della attuale maggioranza ad approvare in poco la una nuova legge elettorale il cui testo che venne depositato proprio in quei giorni. La riforma della legge elettorale e una serie di altre modifiche costituzionali e regolamentari sono essenziali per fare funzionare il nuovo Parlamento e garantire una presenza alle minoranze. Il fatto, assai grave, che nessuna di queste riforme però è stata finora approvata rende purtroppo verosimile lo scenario negativo che alcuni avevano prospettato. Purtroppo
e' un errore che pagheremo caro e che poteva e doveva essere evitato.

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