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Biella, 12 gennaio 2021

Quale candidato Sindaco?


Tramontata la candidatura del Rettore del Politecnico di Torino nel Pd si è riaperta la discussione sul candidato Sindaco e al momento si confrontano 2 candidati: Stefano Lorusso, capogruppo in Consiglio Comunale e Mauro Salizzoni, Vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte.
Guido Saracco, rettore del Politecnico, che per settimane era stato indicato come il candidato capace di raccogliere i voti dell'elettorato tradizionale del centrosinistra e, nello stesso tempo, di rivolgersi agli elettori che nelle precedenti amministrative avevano votato per l'Appendino e il M5S, ma sono stati pezzi del Pd a boicottare e a far fallire la sua candidatura.
Un partito come il Pd non può chiedere al rettore del Politecnico di accettare una sfida così difficile e poi costringerlo a sottoporsi alle primarie. E liberissimo di non candidarlo, ma se ritiene di doverlo fare perché lo considera il candidato maggiormente competitivo deve assumersi la responsabilità di decidere, non lo infila nel tritacarne delle primarie.
Ma torniamo ai 2 candidati più accreditati. Salizzoni ha dalla sua un sondaggio che lo accredita come il candidato più conosciuto. Penso che sia vero. Alle ultime elezioni regionali è stato il primo degli eletti. Dalla sua Stefano Lorusso può contare sul sostegno di pezzi importanti del Pd. Proprio in questi giorni il sen. Mauro Laus ha usato la metafora del centrometrista e del maratoneta per bocciare la candidatura di Salizzoni e promuovere quella di Lorusso. Chiamparino guarda con preoccupazione alla prospettiva che la prossima riunione della direzione del PD torinese si concluda con una rottura. I maligni insinuano che non abbia escluso del tutto la possibilità di ri-candidarsi se la situazione dovesse portare ad una forte drammatizzazione dello scontro e della divisione interna. La sua potrebbe essere una candidatura capace di riunire l'intero Pd ma da allora ad oggi, da quando cioè Chiamparino si era candidato alla carica di Sindaco ne è passata di acqua sotto i ponti sia nel Partito che nella società torinese. Allora il Partito era una vera comunità, oggi non lo è più e il Pd appare sempre di più come un assemblaggio di correnti e gruppi organizzati.
In secondo la straordinaria popolarità di Chiamparino, certamente tra i leaders più popolari del pd, non è piu quella di un tempo. Rimane naturalmente molto alta, ma non credo sia tale da poter fare la differenza.È stato sconfitto alla elezioni regionali dopo aver governato la Regione per cinque anni. La sua candidatura potrebbe ricompattare il Pd ma molto probabilmente avrebbe una presa minorre su una parte di elettorato. Purtroppo il tempo passa per tutti.


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