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Biella, 3 giugno 2021

La scarcerazione di Brusca


La scarcerazione di Brusca si è trasformata in una gara a chi esprimeva lo sdegno maggiore. Non mi riferisco alla rabbia dei parenti delle vittime di mafia, che invece comprendo fino in fondo, ma alle prese di posizione dei leaders politici, tranne alcune eccezioni.Reazioni ipocrite. L'ultima in ordine di tempo è stata quella di Nicola Morra, Presidente della Commissione Antimafia, uscito recentemente dal M5S il quale, dopo aver espresso la sua indignazione ha aggiunto che " bisognerebbe cambiare la legge che prevede gli sconti di pena per i pentiti di mafia". Ovviamente ha usato il condizionale perché lui per primo sa che gli sconti di pena sono stati e sono decisivi per condurre la lotta alla mafia. Morra non è un parlamentare qualsiasi. E' il Presidente della Commissione Antimafia.Ritiene che la legge debba essere cambiata? Presenti una proposta di riforma. In caso contrario, lui e tutti quelli come lui, si assumano la responsabilità di parlare il linguaggio della verità, anche se questo è scomodo. Pochi lo hanno fatto in queste ore, tra i quali Luciano Violante e Carlo Caselli. Il primo è stato Presidente della Antimafia, il secondo Procuratore della Repubblica a Palermo. Entrambi sono stati per anni in prima linea, entrambi hanno sfidato il potere mafioso, entrambi hanno rischiato la vita.
Caselli, che interrogo' Brusca, ci ricorda che la mafia è una fortezza che fino a ieri era stata inespugnabile e che le indagini tutt'al più potevano scalfirla. La legge sui pentiti ha permesso allo Stato di colpirla dal di dentro, disarticolandola. Falcome dichiarò che grazie alle dichiarazione di Buscetta la Magistratura ebbe per la prima volta nella storia la possibilità di conoscere il fenomeno mafioso, sia per quanto riguarda la sua organizzazione interna che i mandanti dei principali delitti di mafia.
Questo vuol dire che i pentiti sono utili e che la legge si è rivelata uno strumento importante, così tanto importante che Falcone la invoco' ad alta voce più volte temendo che, come ci ricorda Caselli, una serie di ritardi derivasero dal tentativo della politica di opporsi alla ricerca della verità su mandanti ed esecutori delle stragi politico-mafiose.

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