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Biella, 9 Maggio

Per accedere agli assegni di studio non basta essere in una Comunità Montana


Conviene precisare i termini della questione a proposito delle polemiche riguardanti il fondo con il quale finanziare gli assegni di studio dei cittadini residenti in alcuni Comuni montani.
Innanzitutto va chiarito che si tratta di un fondo di nuova istituzione con una dotazione di 300.000 euro che l’Assessorato per la Montagna ha creato con una precisa finalità: quella di sostenere le spese scolastiche delle famiglie che risiedono non in tutti i Comuni del Piemonte ma in alcuni di essi.. I criteri di selezione dei Comuni i cui residenti possono accedere a questo fondo sono tre: l’appartenenza ad una Comunità Montana, l’essere inseriti fra i Comuni a alta, media o bassa marginalità e l’avere meno di 3000 abitanti.
In un primo elenco dei Comuni si erano presi in considerazione soltanto quelli definiti ad alta marginalità. Ciò avrebbe permesso ad appena 100 Comuni in Piemonte di accedere a questo fondo. La Giunta regionale ha deciso di estendere questa possibilità anche ai Comuni montani a media e bassa marginalità, portando quindi a circa 480 su 1200 (quindi più di un terzo dei Comuni piemontesi) il numero dei Comuni inseriti nell’elenco.
Si tratta di un impegno importante a sostegno delle famiglie piemontesi e a favore del diritto allo studio di coloro che vivono in aree con meno servizi, a cui si aggiungono i benefici previsti dalla nuova legge sul diritto allo studio che riguardano le generalità delle famiglie piemontesi.
Alcuni Comuni biellesi (tra cui Valle Mosso, Trivero e Andorno Micca), pur facendo parte di una Comunità Montana, non rientrano negli altri due criteri e quindi non sono stati inseriti nell’elenco. Non era in discussione la loro montanità, bensì per poter accedere al fondo questa montanità doveva essere accompagnata da altre caratteristiche che non possiedono.

Wilmer Ronzani

Biella, 9 Maggio 2008


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