Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 15 Maggio

L'eredità del governo Prodi


Il nuovo governo dev’essere giudicato dai fatti e dal modo con il quale affronterà alcune emergenze del Paese, dalla questione salariale a quella della sicurezza. Su entrambe queste questioni le differenze emergeranno tra maggioranza e opposizione. Per questo il fatto che il dibattito parlamentare sulla fiducia al nuovo governo si sia svolto usando toni diversi rispetto al passato non può essere confuso con la rinuncia a svolgere nei confronti dell’attuale esecutivo un’opposizione netta a cui si accompagnerà, attraverso il governo ombra, l’impegno del PD ad avanzare sulle questioni che saranno al centro dell’azione del governo, proposte e indicazioni alternative.
Il Ministro Tremonti dichiara che non esiste alcun “tesoretto” ma se non fosse così non si capisce su che base il Presidente del Consiglio abbia potuto immaginare l’abolizione dell’ICI, che già il centrosinistra aveva soppresso per il 40% delle famiglie italiane e un intervento che detasserà gli straordinari, una misura opinabile da molti punti di vista.
La verità è che il centrodestra ha ereditato una situazione dei conti pubblici radicalmente diversa rispetto a quella che aveva trovato il centrosinistra. Come giustamente ha ricordato Bersani un conto è trovarsi con un deficit del 4,2% rispetto al PIL, un altro conto partire con il 2,3%.
Una cosa è partire con un avanzo primario pari allo zero, un’altra cosa con un avanzo primario al 3% con un debito pubblico che è calato per effetto delle politiche di risanamento e dei risultati conseguiti sul terreno della lotta fiscale. A ciò si aggiungono alcuni vantaggi che i contribuenti hanno trovato e si troveranno nelle tasche nei prossimi mesi: la riduzione dell’IRES e dell’IRAP, il 40% del credito d’imposta per gli investimenti sulla ricerca, il forfettone per i contribuenti minimi, il credito d’imposta per il Sud e i crediti per la ristrutturazione edilizia e per l’efficienza energetica, la quattordicesima per le pensioni più basse e i bonus per gli incapienti.
Questa è l’eredità del governo Prodi. In questo momento centrale è però la questione dell’aumento del potere d’acquisto dei salari e come è stato ribadito il PD ritiene che le risorse disponibili vadano destinate a quest’obiettivo. Il Ministro Tremonti ha annunciato di voler prendere i soldi dalle banche e dai petrolieri. Come non essere d’accordo? La domanda è però: per darli a chi quei soldi? All’erario o ai consumatori? Per esempio facendo rispettare la legge sulla trasferibilità dei mutui e la legge sui conti correnti o quella sull’abolizione del massimo scoperto. Sono tre provvedimenti che costano all’incirca 2 miliardi di euro e che se approvati rendono possibile un aumento del potere d’acquisto dei consumatori. Se invece le tasse in più che pagheranno petrolieri e banche finiranno al fisco come è avvenuto anche in passato questi soggetti scaricheranno questi costi sui consumatori il cui potere d’acquisto si vedrà non aumentato ma decurtato.
Per questo le differenze programmatiche e di politica economica emergeranno. Che si sia deciso di lasciarsi alle spalle una stagione politica fatta di insulti, quelli che il centrodestra ha rivolto sistematicamente al governo Prodi e che ci si sia impegnati a rispettare il galateo parlamentare, del quale alcuni Deputati e Senatori di destra avevano fatto scempio, è un fatto positivo che restituirà prestigio all’Istituzione parlamentare. Questo non significa che il confronto politico per quanto civile non sarà se necessario anche aspro nell’interesse del Paese.

Wilmer Ronzani

Biella, 15 Maggio 2008

Login