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RONZANI SUL TRAFORO DELLA MOLOGNA


RONZANI: ''TRAFORO DELLA VALLE CERVO: EVITIAMO LE IMPROVVISAZIONI E LA DEMAGOGIA. CHI HA RESPONSABILITA' POLITICHE DEVE PARLARE IL LINGUAGGIO DELLA VERITA' ''. E' giusto discutere con quali politiche e quali iniziative rigenerare e favorire il rilancio della Valle Cervo. Credo però occorra rifuggire dalle ''fughe in avanti'' se non si vogliono alimentare aspettative impossibili da realizzare e deludere le persone. Non ho preso parte alla riunione che si è svolta in Valle per discutere dell'ipotesi (perché di questo si tratta) di un traforo che colleghi il Biellese alla Valle del Lys. Come giustamente ci ricorda l'arch. Valz Blin, che può essere considerato '' la memoria storica'' della Valle, la discussione non è affatto nuova, se è vero che del progetto si è parlato più volte nel corso dei decenni che stanno alle nostre spalle. Non è quindi una novità che si sia tornati a parlarne alla presenza di alcuni rappresentanti del Parlamento e, in particolare, del sen. Salerno nel corso di una riunione promossa da alcuni amministratori locali. Né mi stupisce che a favore del progetto e della sua realizzazione si siano espresse con convinzione alcune centinaia di persone tra residenti, villeggianti e visitatori della valle i quali sono convinti che l'infrastruttura  (e la mobilità da e per la Valle D'Aosta che esso potrebbe eventualmente determinare) potrebbe assicurare un futuro migliore ad una valle, arginandone il declino.  Chi ha responsabilità politiche dovrebbe però parlare il linguaggio delle verità per evitare che venga considerata percorribile e affidabile una soluzione che praticabile non è, alimentando aspettative che non hanno alcun riscontro nella realtà. Leggo infatti che il sen. Salerno, invitato alla riunione, ha promesso un fattivo interessamento ed ha assicurato il suo impegno a sostegno del progetto e che analogo interesse avrebbero manifestato gli amministratori valdostani presenti, che in questi 40 anni avevano mantenuto un atteggiamento di distacco. Personalmente non riesco ad immaginare come un tale progetto che non viene menzionato in nessun documento di programmazione nazionale, regionale e provinciale possa essere  finanziato e realizzato. Per esempio questa opera non è prevista nel Piano Regionale dei Trasporti. Prescindo in questa sede da qualsiasi valutazione circa l'impatto ambientale di una tale opera, anche se mi auguro che il sen. Salerno ne abbia tenuto conto stante l'instabilità geologica del territorio. Valz Blin ci ricorda, per esempio, che nel 2002, quindi non più tardi di 3 anni fa, a valle del cimitero di Rosazza, dove si vorrebbe tagliare il versante scosceso, si è avuta una colata di fango che ha ostruito il Cervo. Non mi è chiaro se si siano valutati i costi dell'opera in rapporto ai benefici, e dove si intendano reperire le risorse necessarie. Ricordo che nel 1948 venne preventivato il costo di 1 mld di vecchie lire e che oggi l'investimento previsto e nell'ordine degli 80 milioni di euro. Ne credo sia ipotizzabile l'utilizzo di risorse europee. Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale esclude che le risorse possano essere utilizzate per realizzare infrastrutture. Dubito che sia possibile ricorrere ad altri Fondi Europei, anche perché non si tratta di un collegamento transfrontaliero. In ogni caso, ammesso e non concesso che ad un qualche finanziamento sia  possibile accedere, lo stesso potrebbe riguardare lo studio di fattibilità. Ma poi da chi verrebbero finanziati o co-finanziati il preliminare, il definitivo, l'esecutivo e infine la realizzazione dell'opera? Dal governo centrale? Ne dubito, visto che non trova i soldi per finanziare le Pedemontana, inclusa nel Piano Regionale dei Trasporti e considerata una priorità da tre Province: Biella, Novara e Vercelli, e che difficilmente  riterrà il traforo un'opera di interesse nazionale.Dalla Regione? Non credo proprio, anche perché le risorse disponibili sono state interamente impegnate per realizzare le opere previste nel Piano decennale. E' bene però che sulla questione gli assessori Casoni e Pichetto si pronuncino, dato che alla riunione era presente un parlamentare che è stato anche consigliere regionale, il quale appartiene allo stesso partito dell'Assessore Regionale ai Trasporti. Dalla Provincia di Biella? E' da escludere stante le dimensioni finanziarie dell'opera.Sia chiaro: ogni proposta è legittima. Ma chi ha responsabilità politiche e istituzionali (e Salerno è capogruppo di An della Commissione Finanze al Senato), ha il dovere di evitare le improvvisazioni e di ragionare sulla base dei fatti e con la massima concretezza possibile. Non contesto la buona fede di chi è convinto che la realizzazione del traforo contribuirebbe ad arrestare il declino della Valle. Ma il compito di chi amministra è quello di non illudere i cittadini.  Biella, 15 febbraio 2005 

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