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RONZANI SULLE DIGHE


RONZANI: ''IL CENTRODESTRA FAVOREVOLE ALLA DIGA SUL SESSERA. I DS CHIEDONO DI MODIFICARE IL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE PER IMPEDIRNE LA REALIZZAZIONE''. Il Consiglio Regionale non ha approvato, né potrà farlo nelle poche sedute che ci separano dalla fine delle legislatura, il Piano di Tutela delle Acque nel quale viene indicata la necessità-obiettivo di realizzare l'invaso sul torrente Sessera o, in alternativa, una diga sul Mastallone in due siti di interesse comunitario.E' un bene che tale approvazione non sia avvenuta.La giunta regionale e la maggioranza di centro-destra lo avrebbero approvato nella versione che prevede la realizzazione di uno dei due invasi. In questi mesi infatti all'interno della giunta e della maggioranza nessuna voce si è levata per richiedere una modifica del Piano di Tutela delle Acque. Non mi risulta che Pichetto o altri esponenti della giunta regionale lo abbiano mai fatto. Sono invece arcinoti i legami politici tra Forza Italia e il soggetto che si propone di realizzare i nuovi invasi:il Consorzio Ovest-Sesia e Baraggia.Il sen. Piccioni ha chiesto e ottenuto che lo scorso anno la legge finanziaria del governo destinasse uno stanziamento triennale per la progettazione di questi invasi. La stessa cosa ha fatto l'Assessore Cavallera con la legge finanziaria del 2004 approvata dal centro-destra in Regione mentre è di queste ore la proposta, contenuta nel collegato alla finanziaria regionale del 2005, di istituire un'Agenzia per le risorse idriche del Piemonte che dovrebbe avere tra i suoi compiti principali quello di reperire le risorse finanziarie per progettare e realizzare la costruzione di nuovi invasi. Una proposta sbagliata e intempestiva che non può essere inserita, quasi di soppiatto, in un provvedimento ''collegato alla legge finanziaria'' come se si trattasse di un fatto di ordinaria amministrazione e che invece potrà essere esaminata solo dopo che governo italiano avrà recepito la Direttiva Comunitaria 2000/60. Da una parte vi sono due Comunità Locali che in tutti i modi possibili hanno richiesto una modifica del Piano, dall'altra un governo regionale che non solo decide di respingere tali richieste, ma che va avanti per la sua strada e che, con la proposta di dar vita alla Agenzia, si pone tra gli altri l'obbiettivo di rendere più spedita la costruzione di nuovi invasi.Il che significa che ''il punto di vista'' dei cittadini che vivono ne territori che dovrebbero convivere in futuro con la realizzazione di un invaso conta meno del due di picche. I principi della sussidiarietà non fanno parte del dna di questa Amministrazione regionale. Quando decide lo fa riproponendo il volto del peggiore centralismo.Questi sono i fatti, dai quali si evince che l'obiettivo del centro-destra è quello di non modificare il piano e di riproporlo negli stessi termini anche nella prossima legislatura.Prima di realizzare nuovi invasi nel nostro territorio occorre utilizzare quelli esistenti. Nel Biellese, a fronte di una capacità complessiva di invaso di 17.900.000 mc di acqua nel luglio del 2003 nelle quattro dighe (Ingagna, Ravasanella, Masserano, Sessera-Piancone) ne risultavano disponibili appena 3.700.000 mc, con una percentuale di disponibilità del 21 per cento contro il 51 per cento degli altri invasi presenti nella nostra Regione. E' singolare che la diga sul Sessera, che costerà 135 milioni di euro, venga realizzata a supporto degli invasi esistenti sull'Ostola e sul Ravasanella.Ed è ancora più singolare che a giustificarne e a proporne la costruzione sia proprio l'Assessore Cavallera che in precedenza, rispondendo ad una mia interrogazione, aveva dichiarato di non ritenerla ''una priorità'', il che autorizza ciascuno di noi a ritenere che la decisione di inserirle nel Pta sia la conseguenza delle forti pressioni esercitate dalla ''lobby delle dighe''.Il convegno organizzato dal Cordar nel mese di marzo dello scorso anno ha dimostrato che il nostro territorio potrebbe trarre grandi benefici da una politica di riutilizzo dell'acqua per scopi industriali e agricoli, una volta impiegata per scopi civili, se è vero che quella che viene depurata ogni anno equivale al fabbisogno delle imprese biellesi.Per tutte queste ragioni il Piano di Tutela della Acque dovrà essere modificato come hanno richiesto la Provincia di Biella,le Comunità Montane e i Comuni interessati. Il centro-destra ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di farlo.Torino, 11 febbraio 2005     Il Consiglio Regionale non ha approvato, né potrà farlo nelle poche sedute che ci separano dalla fine delle legislatura, il Piano di Tutela delle Acque nel quale viene indicata la necessità-obiettivo di realizzare l'invaso sul torrente Sessera o, in alternativa, una diga sul Mastallone in due siti di interesse comunitario.E' un bene che tale approvazione non sia avvenuta.La giunta regionale e la maggioranza di centro-destra lo avrebbero approvato nella versione che prevede la realizzazione di uno dei due invasi. In questi mesi infatti all'interno della giunta e della maggioranza nessuna voce si è levata per richiedere una modifica del Piano di Tutela delle Acque. Non mi risulta che Pichetto o altri esponenti della giunta regionale lo abbiano mai fatto. Sono invece arcinoti i legami politici tra Forza Italia e il soggetto che si propone di realizzare i nuovi invasi:il Consorzio Ovest-Sesia e Baraggia.Il sen. Piccioni ha chiesto e ottenuto che lo scorso anno la legge finanziaria del governo destinasse uno stanziamento triennale per la progettazione di questi invasi. La stessa cosa ha fatto l'Assessore Cavallera con la legge finanziaria del 2004 approvata dal centro-destra in Regione mentre è di queste ore la proposta, contenuta nel collegato alla finanziaria regionale del 2005, di istituire un'Agenzia per le risorse idriche del Piemonte che dovrebbe avere tra i suoi compiti principali quello di reperire le risorse finanziarie per progettare e realizzare la costruzione di nuovi invasi. Una proposta sbagliata e intempestiva che non può essere inserita, quasi di soppiatto, in un provvedimento ''collegato alla legge finanziaria'' come se si trattasse di un fatto di ordinaria amministrazione e che invece potrà essere esaminata solo dopo che governo italiano avrà recepito la Direttiva Comunitaria 2000/60. Da una parte vi sono due Comunità Locali che in tutti i modi possibili hanno richiesto una modifica del Piano, dall'altra un governo regionale che non solo decide di respingere tali richieste, ma che va avanti per la sua strada e che, con la proposta di dar vita alla Agenzia, si pone tra gli altri l'obbiettivo di rendere più spedita la costruzione di nuovi invasi.Il che significa che ''il punto di vista'' dei cittadini che vivono ne territori che dovrebbero convivere in futuro con la realizzazione di un invaso conta meno del due di picche. I principi della sussidiarietà non fanno parte del dna di questa Amministrazione regionale. Quando decide lo fa riproponendo il volto del peggiore centralismo.Questi sono i fatti, dai quali si evince che l'obiettivo del centro-destra è quello di non modificare il piano e di riproporlo negli stessi termini anche nella prossima legislatura.Prima di realizzare nuovi invasi nel nostro territorio occorre utilizzare quelli esistenti. Nel Biellese, a fronte di una capacità complessiva di invaso di 17.900.000 mc di acqua nel luglio del 2003 nelle quattro dighe (Ingagna, Ravasanella, Masserano, Sessera-Piancone) ne risultavano disponibili appena 3.700.000 mc, con una percentuale di disponibilità del 21 per cento contro il 51 per cento degli altri invasi presenti nella nostra Regione. E' singolare che la diga sul Sessera, che costerà 135 milioni di euro, venga realizzata a supporto degli invasi esistenti sull'Ostola e sul Ravasanella.Ed è ancora più singolare che a giustificarne e a proporne la costruzione sia proprio l'Assessore Cavallera che in precedenza, rispondendo ad una mia interrogazione, aveva dichiarato di non ritenerla ''una priorità'', il che autorizza ciascuno di noi a ritenere che la decisione di inserirle nel Pta sia la conseguenza delle forti pressioni esercitate dalla ''lobby delle dighe''.Il convegno organizzato dal Cordar nel mese di marzo dello scorso anno ha dimostrato che il nostro territorio potrebbe trarre grandi benefici da una politica di riutilizzo dell'acqua per scopi industriali e agricoli, una volta impiegata per scopi civili, se è vero che quella che viene depurata ogni anno equivale al fabbisogno delle imprese biellesi.Per tutte queste ragioni il Piano di Tutela della Acque dovrà essere modificato come hanno richiesto la Provincia di Biella,le Comunità Montane e i Comuni interessati. Il centro-destra ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di farlo.Torino, 11 febbraio 2005    

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