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RONZANI SU RINVIO A GIUDIZIO BRIGANDÌ


  RONZANI: LA MAGISTRATURA RINVIA A GIUDIZIO L'EX ASSESSORE BRIGANDI' CON L'IPOTESI DI TRUFFA AI DANNI DELLA REGIONE PIEMONTE. COSA ASPETTA LA GIUNTA A COSTITUIRSI PARTE CIVILE?  L'ex assessore regionale Matteo Brigandì, della Lega Nord, è stato rinviato a giudizio per truffa ai danni della Regione Piemonte assime ad altre 7 persone, nell'ambito di un'inchiesta della magistratura torinese sui rimborsi alle società alluvionate. Tocca alla magistratura stabilire se Brigandì è davvero colpevole del reato addebitatogli. La politica su questo ha il dovere di tacere e riconoscere ambiti e ruoli del potere giudiziario.Questo però non significa che da questa vicenda non si possano trarre giudizi politici, in particolare sull'atteggiamento tenuto dalla Giunta regionale di centrodestra e dal suo presidente Enzo Ghigo. In una riunione di Giunta di qualche mese fa è stata infatti decisa la costituzione di parte civile nei confronti degli indagati ora rinviati a giudizio, ma non dell'ex assessore.Delle due l'una: o dalla vicenda su cui ha indagato la magistratura la Regione Piemonte non ha ricevuto alcun danno, né materiale, né morale o d'immagine. Ma così non è stato, e comunque in questo caso la Giunta avrebbe dovuto pronunciarsi contro la costituzione di parte civile nei confronti degli imputati. Oppure il danno c'è stato. La scelta della costituzione di parte civile, se da una parte riconosce il danno subito e prospetta una successiva richiesta di risarcimento, dall'altra svela l'ambiguità con cui il centrodestra si è comportato. Perché la costituzione di parte civile vale per tutti gli imputati tranne uno, l'ex assessore leghista Brigandì?Non si intravedono giustificazioni tecniche a una siffatta scelta, piuttosto motivazioni politiche che alla vigilia delle elezioni hanno indotto la Giunta a non aprire un altro motivo di scontro nei confronti di un illustre esponente della Lega Nord, e attraverso lui nei confronti del partito di Bossi. Se così fosse, e non si vede come potrebbe essere altrimenti, la scelta di Ghigo e della sua Giunta non appare a tutela della Regione, ma solo a garanzia del centrodestra e della sua tenuta in prossimità delle elezioni. Si tratterebbe di una scelta sbagliata, non presa a vantaggio dei cittadini, che può essere ancora corretta. Mi aspetto perciò che il presidente Ghigo, dopo il rinvio a giudizio, cambi atteggiamento e scelga la costituzione di parte civile anche contro Brigandì. Altrimenti sarà chiaro a tutti quanti quanto poco ha a cuore la tutela della Regione che dovrebbe rappresentare.

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