Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






foto news

GHIGO E LA SANITÀ BIELLESE


Lunedi prossimo Enzo Ghigo sarà a Biella per inaugurare la nuova Tac (Tomografia Assiale Computerizzata).Approfitto della disponibilità offertami dal giornale La Nuova Provincia per consegnargli un promemoria, ma soprattutto per ricordargli, in qualità di Presidente uscente della Giunta Regionale, come la vicenda relativa alla costruzione del nuovo Ospedale sia un esempio lampante di superficialità, di mancanza di programmazione e di coraggio politico.Infatti la nuova struttura è stata progettata e quindi verrà realizzata per ospitare più di 800 posti letto ma, per ammissione dell'Assessore Galante, i posti letto effettivi saranno gli stessi dell'attuale nosocomio e cioè 400.Non solo: per mesi ed anni la Giunta Regionale, per bocca dell'allora Assessore Regionale alla Sanità e dello stesso Assessore Pichetto, ha sostenuto il contrario e cioè che i posti letto sarebbero stati 800. Ciò anche quando i funzionari dell'Assessorato dichiaravano che in nessun caso il nuovo Ospedale di Biella avrebbe potuto avere quei posti letto. Il risultato di questo pressappochismo e di questo spreco di risorse pubbliche, per il quale non mi risulta che qualcuno abbia pagato, sarà che i costi di costruzione e di gestione ammonteranno a quelli di una struttura con 800 posti letto e graveranno sulle spalle dei cittadini biellesi e piemontesi. Questi soldi avrebbero potuto e dovuto essere impiegati ben diversamente e assai più proficuamente.Ma come se non bastasse, il nuovo ospedale ci verrà consegnato con un ritardo di due anni per gli errori di progettazione che sono stati compiuti: anche per questo fatto non mi risulta che qualcuno sia stato chiamato a rispondere.Ricordo come se fosse adesso i manifesti con i quali cinque anni fa, durante la campagna elettorale precedente, il Presidente Ghigo annunciava la costruzione del nuovo Ospedale di Biella.Di lì a poco, e cioè nel mese di gennaio del 2001, la sanità biellese veniva sottoposta a tagli pesantissimi, indiscriminati e del tutto ingiustificati. Infatti, diversamente da altre realtà della nostra Regione, il Biellese aveva riconvertito e riorganizzato nel corso degli anni la propria rete ospedaliera. Ma la Regione non ne ha tenuto conto: ha tagliato a Biella come in qualsiasi ASL del Piemonte penalizzando quindi duramente la nostra Provincia.E' così potuto succedere che nel giugno del 2002, alla presenza dell'allora Assessore alla Sanità D'Ambrosio, venisse inaugurato il nuovo reparto per lungodegenti di Trivero e venisse promessa l'istituzione del 118. Però la lungodegenza veniva chiusa dopo un anno e trasferita a Biella mentre il 118 è stato istituito….. solo a metà.Questo è l'ennesimo esempio di spreco e di incapacità gestionale.I tagli e questo modo di organizzare la sanità piemontese non solo non hanno consentito di riportare la situazione dei conti sotto controllo ma hanno umiliato e mortificato le molte professionalità presenti nel nostro servizio pubblico, hanno costretto ben il 45 % dei Biellesi ad andare a curarsi altrove, hanno allungato le liste d'attesa ed hanno favorito il cosiddetto privato convenzionato. Quel privato accreditato che nel nostro caso (ma può essersi trattato di una coincidenza) è riconducibile alla famiglia Berlusconi.Nel caso del Biellese poi la scelta è stata tanto più grave quanto più è dimostrata l'esistenza di un rapporto di causa-effetto tra il ridimensionamento e/o il mancato potenziamento di alcune specialità all'interno dell'attuale ospedale (urologia, chirurgia vascolare, cardiologia, ortopedia) e la decisione di autorizzarne contestualmente l'accreditamento presso la Vialarda.E' avvenuto quello che Ghigo ha sempre escluso categoricamente con l'argomento che occorreva evitare duplicazioni e sovrapposizioni che avrebbero generato sprechi, e cioè che in nessun caso il privato avrebbe dovuto sostituirsi forzatamente al pubblico.Sono stati quattro anni di tagli, di errori, di mancanza di programmazione e di non governo della sanità piemontese, che hanno pagato e continuano a pagare i Biellesi.Biella, 1 marzo 2005Wilmer Ronzani

Cookie policy - Preferenze Cookie

 

Login