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Biella, 11 luglio 2021

Le colpe di Renzi e quelle degli altri


Nessuno piu di Renzi rappresenta un simbolo della prima Repubblica. Ce ne sta dando un saggio in questi giorni. E' alla guida di un partito che i sondaggi danno al 2% ma, secondo logiche che appartengono alle quelle politiche che lui aveva dichiarato di voler superare, esercita in formidabile potere di ricatto e di interdizione. Ha reclutato un certo numero di parlamentari all'interno degli altri gruppi; deputati e senatori che credevano in un suo secondo " exploit " e che invece si ritrovato con un leader senza popolo e senza voti. Ha messo in crisi il governo Conte temendo che l'ex premier gli potesse fare concorrenza.
Gode di una ottima stampa che non gli lesina interviste ma questo suo protagonismo non produce risultati.
La politica ormai la divide con affari che rappresentano una seconda professione, più remunerativa. Tesse lodi al regime della Arabia Saudita. Mantiene tutt'ora buoni rapporti con un pezzo di parlamentari del pd che per calcolo non lo hanno seguito in Italia Viva ma che spesso giocano di sponda con lui in ragione dei vecchi rapporti e forse anche di una condivisione della linea politica.
Che Renzi fosse questa a me è risultato chiaro sin dall'inizio: spavaldo, arrogante, spregiudicato e pronto a tutto pur di conquistare il potere.
Eppure ha potuto contare sull'appoggjo di persone molto più preparate e capaci di me, di dirigenti importanti. Incomprensibilmente. E non mi si venga a dire che egli ha avuto la capacità di affascimare tutti con il suo carisma. Tutti ( o quasi tutti e cioè eccezione per Bersani, D' Alema e Speranza ) sono saliti suo suo carro, si sono iscritti al renzismo e, cosa più grave, hanno continuato a difenderlo anche quando ha cominciato a picconare le tutele dei lavoratori. Noncuranti del fatto che si stava scavando un fossato tra il Pd e I suo elettori come le politiche hanno dimostrato.
Io credo che questi compagni abbiano responsabilità enormi per essersi adeguati all'onda del momento senza neppure tentare di condurre un minimo di battaglia politica, salvo poi schierarsi con Zingaretti, così come credo che il Pd " non possa continuare ad essere tutto e il contrario di tutto" se vuole schiodarsi dal 19/20 %. Letta sta, non senza difficoltà, tentando di ri-posizionare i dem e di ridefinirne l'identità. E' un lavoro immane che si scontra con il fuoco amico di coloro che hanno del Pd un' idea diversa, inconciliabile con quella di Letta. Cosa hanno a che fare i Guerrini, i Lotti e i Marcucci con i Cuperlo, i Letta e la Bindi? Nulla.
Prima si prende atto di questa verità e meglio è

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