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Biella, 8 settembre 2021

L'intervista di Goffredo Bettini


Trovo francamenteme eccessive alcune reazioni all'ntervista di Goffredo Bettini a Il fatto Quotidiano nella quale si pronuncia a favore della elezione di Draghi alla Presidenza della Repubblica. Bettini ha proposto un ragionamento politico; può non essere condiviso ma è di questo che si tratta. Egli muove dalla considerazione che quello in carica non sia il governo del Pd ma un governo nato in circostanze del tutto eccezionali è cioè dopo che il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, messo in crisi il governo Conte bis e dopo che Mattarella aveva constatato che non sarebbe stato possibile dar vita ad un esecutivo che si muovesse all'interno del perimetro politico del governo precedente.
È così nato il governo Draghi che Bettini giustamente considera un governo del Presidente è cioè un governo nato su sollecitazione del Capo dello Stato che, rivolgendosi al Paese, aveva invitato tutte le forze politiche a farsi carico della responsabilità di garantire la formazione di un nuovo governo con due obbiettivi: la gestione la pandemia e il rilancio dell'economia.
È un governo che, diversamente da Salvini, il Pd, Art.1 sostengono lealmente e che ha assunto decisioni importanti, forte della autorevolezza di Draghi e dell'investitura del Capo dello Stato, ma è un governo con dentro la Lega, Forza Italia e la stessa Italia Viva; cioè un esecutivo che essendo sostenuto da partiti che alle prossime elezioni politiche si contenderanno il governo del Paese, non può essere considerato il governo del pd.
Mi sembra elementare e non credo che su questo giudizio ci si possa dividere.
Ciò che invece comprensibilmente può essere oggetto di valutazioni diverse è la proposta di Bettini di eleggere Draghi al Quirinale, elezione che lo costringerebbe ad abbandonare la guida del governo e che, assai verosimilmente, ci potrebbe ad elezioni politiche anticipate. È quindi abbastanza normale che si discuta ( del resto i partiti ne stanno discutendo) anche perché questa discussione non intacca minimamente la lealtà con cui Pd e Art.1 e i loro Ministri sostengono l'azione di Draghi.
È normale che si discuta anche perché il nodo che i partiti saranno chiamati a sciogliere con l'approssimarsi della elezione del nuovo Capo dello Stato non sarà facile. Perché se la maggioranza dei partiti riterra' che l'attuale governo dovrà arrivare fino alla fine della legislatura, Draghi non potrà essere eletto Capo dello Stato e a quel punto assai difficilmente in futuro, cioè una volta eletto il nuovo Presidente della Repubblica, l'attuale premier ( che gode di una credibilità interna e internazionale che nessun tra I leaders politici attuali ha in questo momento) potrà ricoprire ruoli politico istituzionali importanti. Infatti verosimilmente il prossimo governo sarà un governo di centrodestra o di centrosinistra.
Per contro la sua elezione al Quirinale consentirebbe al Paese di poter contare per altri 7 anni sulla " risorse Draghi " la cui credibilità e autorevolezza sul piano interno ed internazionale sono fuori discussione. Questa scelta però porterebbe ad elezioni anticipate che a quel punto si svolgerebbero dopo aver " messo in sicurezza " la più importante istituzioni del Paese. Ma, questo è il punto, non è per nulla scontato che la sua candidatura, proprio perché porterebbe alle elezioni anticipate, trovi in Parlamento il consenso necessario da parte di deputati e di senatori, interessati ad una prosecuzione della legislatura.
Tutto questo dimostra che trovare la quadrature del cerchio non sarà facile, anche per questo non è scandaloso che se ne discuta.

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