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Biella, 13 settembre 2021

Ricordo di Adalberto Minucci


Il 21 settembre di 9 anni fa moriva Aldalberto Minucci. Lo conobbi personalmente quando lui era Segretario Regionale del pci e io Segretario della Federazione di Biella ma lo vidi per la prima volta quando venne a Coggiola per partecipare ad un dibattito pubblico al Cimema Ennio e a cui assistetti insieme a mio padre e a Gianni Furia, all'epoca in cui non era forse ancora neanche segretario della Federazione di Torino. Minucci è stato uno dei dirigenti più autorevoli del pci di Enrico Berlinguer, eletto Segretario Generale al XIII Congresso, svoltosi a Milano nel.mese di marzo del 1972.Aldo Tortorella che tenne il discorso di commemorazione ai suoi funerali lo defini' " un berlingueriano", una categoria che non si era soliti utilizzare ma che da l'idea del ruolo che Minucci ebbe nella elaborazione e nella realizzazione della politica di Enrico Berlinguer e delle affinita' che lo legavano al leader comunista. Da Torino se ne ando', dopo aver diretto sia la Federazione che il Comitato Regionale, per diventare Direttore di Rinascita, mensile di politica e di cultura fondato da Palmiro Togliatti nel 44, diventato per molti di noi uno strumento di formazione essenziale. In quegli anni fu tra i pochi Segretari Regionali che, insieme a Rino Serri, segretario del Partito in Veneto e ad Achille Occhetto, Segretario in Sicilia, vennero eletti in Direzione. Per intenderci una Direzione nazionale di cui facevano parte personaggi come Amendola, Ingrao, Napolitano, Natta, Chiaromonte, Bufalini, Barca, Pajetta, Macaluso, Iotti, Seroni, Di Giulio, Perna, Pecchioli, Reichlin.
Per noi più giovani Adalberto Minucci e' stato " un mito". Eravamo affascinati dal suo spessore culturale e politico e dalla originalità delle sue analisi e dal suo modo semplice di porsi. Nel 1975, a seguito di una avanzata elettorale strepitosa, il Pci entro' a far parte del governo Regionale del Piemonte. Alcuni dei quadri migliori: Lucio Libertini, Sante Baiardi, Gigi Rivalta, Bruno Ferraris, Domenico Marchesotti, Mario Vecchione e Fausto Fiorini vennero chiamati a far parte della nuova giunta regionale di sinistra. A mia memoria quella è stata l'Amministrazione Regionale più capace di esprimere una politica di cambiamento grazie alla forza del pci e alla qualità delle persone chiamate a compiere quella prima straordinaria esperienza di governo.Giorgio Frignani, che all'epoca era Presidente degli Industriali piemontesi, intervenendo ad un convegno sul "tessile" che si svolse al Circolo Commerciale di Biella, con la franchezza che gli era abituale non manco' di sottolineare come avesse fatto di più la nuova giunta di sinistra in pochi che non quella precedente in 5 anni.
Negli anni in cui sono stato consigliere regionale mi è capitato spesso di rileggere i dibattiti che si svolgevano in quel periodo in Consiglio e di avere contezza du quale fosse la qualità di quel personale politico e, in particolare, di uomini come Minucci, Berti, Astengo, Bianchi, Alberton, Libertini, Zanone, Simonelli, Viglione, Sanlorenzo e di altri.
La formazione della prima giunta di sinistra in Piemonte, con il socialista Aldo Viglione Presidente, coincise con un forte rinnovamento del gruppo dirigente del pci piemontese che fu proprio Adalberto Minucci a promuovere. In Piemonte arrivarono tutta una serie di giovani dirigenti del pci ( Boffa, Ferrara, Lo Cicero, Angelo Oliva) mentre nelle federazioni provinciali la " vecchia guardia" lascio' che ad assumere compiti di direzione fosse una nuova leva di giovani quadri.
Dopo l'esperienza come Direttore di Rinascita, Adalberto entro' in Segreteria con Enrico Berlinguer per occuparsi dei problemi dell'informazione e della propaganda. Nel 1983 e nel 1987 venne eletto deputato (e per un periodo ricorre l'incarico di Vicepresidente del gruppo parlamentare ), nel 1992 senatore e, infine, Sindaco di Orbetello. Se il pci in quegli anni, in particolare nel biennio 75/76, ha raggiunto il suo massimo storico è certamente per un complesso di ragioni politiche, culturali e organizzative, ma anche perché del suo gruppo dirigente hanno fatto parte uomini come Aldalberto Minucci, un maestro per molti di noi, che oggi voglio ricordare in segno di riconoscenza e con grande affetto.

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