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Biella, 24 gennaio 2022

Quirinale 15: Le mie tre elezioni


La elezione di Cossiga


Quando partecipai alle elezione di Francesco Cossiga avevo 32 anni. Insieme al radicale Giovanni Negri e a Flora Calvanese, anche lei del pci, ero il deputato più giovane della IX legislatura.
Cossiga venne eletto con 752 voti, cioè con la maggioranza dei due terzi, alla prima votazione. De Mita, segretario della dc, aveva concordato la sua candidatura con Alessandro Natta, segretario del pci che aveva preso il posto di Enrico Berlinguer, morto tragicamente a Padova l'anno prima. L'ex Ministro dell'Interno vantava un rapporto speciale con il sen. Ugo Pecchioli, uno dei dirigenti più importanti del pci che prima di diventare Presidente dei senatori comunisti si era occupato della lotta al terrorismo, consolidando in questa veste un rapporto diretto proprio con Cossiga.
L'assemblea dei gruppi parlamentari del pci di Camera e Senato si svolse senza particolari discussioni o colpi di scena. Natta motivo' le ragioni per le quali noi avremmo dovuti votare a favore. Nei miei appunti cito alcuni interventi, ( Pecchioli, Tortorella e altri ), nessuno dei quali parlò contro.
Presidente della Camera dei Deputati era Nilde Iotti. Impeccabile sempre,con una capacità di governo dei lavori dell'aula e anche i nostri avversari le riconoscevano.
Fu Nilde Iotti ad annunciare l'esito della votazione e a proclamare eletto Francesco Cossiga.
La elezione dell' 8° Presidente della Repubblica si svolsero in un clima politico molto diverso dall'attuale. Cossiga non si autocandido' perché alla Presidenza della Repubblica non ci si autocandida ma si viene candidati. Venne proposto dalla dc,partito di maggioranza relativa, e il suo nome venne concordato con il Capo del più forte partito di opposizione, il pci. " Non avrei mai pensato di avere l'onore di partecipare alla elezione del Presidente della Repubblica" ho scritto negli appunti di quelle giornate. " Se questo è avvenuto lo devo al pci,che ha deciso di candidarmi alla Camera e alle elettrici e agli elettori Biellesi che mi hanno votato". (Roma,24 giugno 1985.)

La elezione di Scalfaro

In un contesto completamente diverso, direi drammatico, si svolse la elezione di Oscar Luigi Scalfaro il 25 maggio 1992. Venne eletto alla 16°votazione con 672 voti. La Lega Nord voto' per il suo ideologo Gianfranco Miglio.
Scalfaro era da poco stato eletto Presidente della Camera dei Deputati a seguito delle elezioni politiche che si erano svolte nel mese di aprile: elezioni in cui risultai il secondo degli eletti nella nostra Circoscrizione, appena dopo Achille Occhetto.
Quelle elezioni politiche segnarono però l'inizio della crisi della cosiddetta Prima Repubblica.
Nelle prime tre votazione noi, che nel frattempo eravamo diventati Pds, votammo convintamente per Nilde Iotti. Il Psi per Giuliano Vassalli, partigiano e giurista, che in seguito divenne Presidente della Corte Costituzionale.
La dc voto' per Giorgio Di Giuseppe, Vicepresidente del Senato.
Nell'assemblea dei gruppi parlamentari Achille Occhetto ci aveva anticipato che dalla quinta votazione in poi il candidato della dc sarebbe stato Arnaldo Forlani.
" Forlani non ce l'ha fatta ne al 5° ne al 6° per colpa dei franchi tiratori del suo stesso partito, per lo più deputati e senatori che fanno riferimento alla corrente di Andreotti" scrivo negli appunti.
Credo che la massima aspirazione di Giulio Andreotti ( che ricopri' incarichi di governo sin dai tempi del primo governo De Gasperi ) sia sempre stata quella di diventare Presidente della Repubblica, un traguardo che però non ha mai raggiunto e che in quei giorni sfumo' definitivamente.
La bocciatura di Forlani, segretario della dc, provoco' una situazione di stallo.
A determinare la svolta e a scuotere il Parlamento fu la notizia che a Palermo l'auto con a bordo il giudice Giovanni Falcone e sua moglie era stata fatta saltare per aria dalla mafia insieme all'auto su cui viaggiavano gli uomini della sua scorta.
" Sono ore drammatiche,il giudice Falcone, sua moglie, i ragazzi della scorta sono stati ammazzati dalla mafia. E un attacco al cuore dello Stato. Violante è molto preoccupato". (Roma, 23 maggio 1992.)
Due giorni dopo e cioè il 25 maggio Oscar Luigi viene eletto Presidente della Repubblica. Negli appunti sull'assemblea dei gruppi parlamentari convocata per discutere la proposta di eleggere Scalfaro, registro l'intervento di Arrigo Boldrini, il leggendario Comandante " Bulow", grande amico di Gianni Furia :" Dobbiamo votare per Scalfaro. E' un difensore strenuo della Carta Costituzionale". Gli eventi successivi dimostrano quanto fosse giusto e azzeccato il giudizio espresso dal Boldrini, un uomo di una umanità e con un fiuto politico straordinari.

La seconda elezione di Giorgio Napolitano.

Nell'aprile del 2013 partecipo, inquanto consigliere regionale piemontese, alla rielezione di Giorgio Napolitano, unico Presidente della Repubblica ad essere confermato per un secondo mandato. Insieme a me, che rappresento l'opposizione, sono stati delegati, per la maggioranza, Roberto Cota e Luca Pedrale. " È la terza elezione del Presidente della Repubblica a cui partecipo. È al tempo stesso un onore e una responsabilità ". (Torino, 9 aprile 2013.)
Napolitano venne eletto con 738 voti, contro i 217 di Stefano Rodota'.
Con l'approssimarsi della scadenza del mandato Pd, Pdl, Lega, Scelta Civica e Udc avevano chiesto a Napolitano di accettare un re-incarico, ma il Presidente rifiutò.
L'assemblea dei grandi elettori si svolge al cinema Capranichetta, a due passi da Montecitorio. "La tensione si taglia con il coltello. Nulla di paragonabile alle discussioni a cui avevo partecipato le due volte precedenti." (Roma, 17 aprile 2013.)
Bersani propone il nome di Franco Marini. Il suo mome era stato fatto dal segretario dem al Pdl insieme a quelli di Sergio Mattarella e Giuliano Amato. La designazione di Marini viene contestata. Io stesso, commettendo un errore, esprimo delle riserve. Il 18 aprile si vota. Marini ottiene alla prima votazione 521 voti; più di quelli che sarebbero bastati alla quarta votazione per eleggerlo, ma la sua candidatura viene ritirata. Di nuovo tutti in assemblea che questa volta si svolge all"interno del Palazzo di Montecitorio.
Il segretario dem propone il nome di Romano Prodi, il simbolo dell'Ulivo. Scatta l'applauso. Sembra fatta, ma purtroppo non sara' cosi. Infatti all'indomani in aula, dove è in corso la quarta votazione, Prodi ottiene soltanto 395 voti. È una sconfitta. Il pd brucia in pochi giorni due candidati di assoluto prestigio: prima Marini e poi Romano Prodi. 101 franchi tiratori in casa nostra non lo hanno votato. Non solo, ma quand'anche ci fossero stati non sarebbero bastati a raggiungere il quorum di 504 voti.
La situazione è bloccata e appare non avere alcuna via d'uscita. E qui inizia il " pellegrinaggio" al Quirinale da parte di tutti i leaders politici ( nessuno escluso) per convincere Giorgio Napolitano ha riconsiderare il suo rifiuto. Sara' rieletto alla sesta votazione con 738 voti.
Il discorso di insediamento che Napolitano rivolge alle Camere andrebbe riletto perché è di una straordinaria attualità: " Sono convinto che la politica possa recuperare il suo posto fondamentale e insostituibile nella vita del paese e nella coscienza dei cittadini. Può riuscirvi quanto più rifugga da esasperazioni e immeschinimenti che ne indeboliscono fatalmente la forza di attrazione e persuasione, e quanto più esprima moralità e cultura, arricchendosi di nuove motivazioni ideali: tra esse, quella del costruire basi comuni di memoria e identità condivisa, come fattore vitale di continuità, nel fisiologico succedersi di diverse alleanze politiche nel governo del paese".Era il 20 aprile 2013.

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