Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






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Biella, 2 marzo 2022

Stare con chi si batte contro l'invasione


Si attende da un momento all'altro che scatti la offensiva delle truppe russe a poche ore di distanza dalla ripresa dei negoziati al confine con la Biellorussia col rischio di interrompere ogni spiraglio di dialogo.Questo vuol dire che l'obbiettivo di Putin non è il dialogo bensì quello di creare le premesse perché la trattativa si concluda con una resa del popolo ucraino.Putin e i suoi generali ritenevano che in poco tempo si sarebbe arrivati alla capitolazione della Ucraina, ma la resistenza della popolazione e dell'esercito ucraino li ha colti di sorpresa. E tuttavia è bene non illudersi:Putin ha l'intenzione di arrivare fino in fondo. Non è affidabile. Putin ha fatto già la guerra in Cecenia, ha annesso la Crimea, in Moldavia ha sostenuto i separatisti della Transnistria, ha posto la condizione che sia riconosciuta l'indipendenza della due Repubbliche del Donbass, sta occupando l'Ucraina e macchiandosi di crimini orrendi dopo aver promesso che non lo avrebbe fatto.Cos'altro deve succedere?
Sul piano internazionale cresce l'isolamento di Putin che sta pagando a caro prezzo la gravissima decisione di invadere un Paese sovrano e libero, diretto da un governo legittimo scelto dagli ucraini. L'aggressore è Putin, che dispone di una forza militare imparagonabilmente superiore a quella dell'Ucraina. L'Ucraina è il Paese aggredito e chi crede nei valori della democrazia e del diritto all'autodeterminazione dei popoli deve stare con chi combatte e muore per difendere la propria libertà.
L'Europa sta facendo la sua parte. Ha deciso una serie di sanzioni economiche che non hanno precedenti e di inviare armi agli Ucraini, una scelta che si basa sullo statuto delle Nazioni Unite, che all'art 51 prevede il diritto alla legittima difesa di uno stato aggredito e il diritto di sostenere la nazione aggredita.
Un punto deve essere chiaro: non è mai esistito un pericolo per la Russia. È un pretesto che Putin si è inventato per giustificare l'occupazione militare della Ucraina. E tipico dei regimi autoritari inventarsi un nemico esterno per soddisfare le proprie mire espansionistiche, da sbandierare di fronte alla opinione pubblica, e per fronteggiare le difficoltà interne.
Come ha ricordato il Presidente della Commissione Esteri della Camera, Piero Fassino, " da almeno 15 anni esiste il Consiglio di cooperazione Nato-Russia che si riunisce regolarmente. I principali paesi europei - Germania, Francia, Italia - hanno sempre avuto con Mosca un rapporto amichevole, di cooperazione, di dialogo. La UE è stato fino ad oggi il primo partner commerciale della Russia Dove sono queste minacce? Putin ha stracciato tutti gli accordi che la Russia aveva firmato: quello di Helsinki del 1975, quello di Minsk… La strada doveva essere un'altra: mettersi intorno a un tavolo e costruire una "Helsinki due", che garantisca tutti - Russia compresa - e che garantisca a tutti la propria sovranità. Un patto per la sicurezza europea. Questo si sarebbe dovuto fare, non invadere paesi". I nostri padri ci hanno consegnato un Europa che per 80 ha vissuto in un clima di pace e di cooperazione. Oggi per responsabilità di Putin il nostro Continente è teatro di una guerra dagli sviluppi imprevedibili. Questo è il pericolo ed è questo pericolo che deve essere scongiurato.

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