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Biella, 4 maggio 2022

Sul super bonus del 110%


Draghi ha criticato il superbonus del 110%, una misura introdotta dal governo Conte e, confermata anche se con alcune correzioni volte a rafforzare il sistema dei controlli, dalll'esecutivo Draghi.
Intervenendo al Parlamento europeo il premier ha sostenuto che la misura per come è stata pensata ha prodotto un fortissimo aumento dei costi a totale carico del bilancio pubblico.
Si può discutere se fosse quella la sede in cui sollevare la questione che Draghi per la verità ha sempre posto con molto chiarezza,ma il problema esiste. Intendiamoci: l'efficientamento energico e un obbiettivo importante il cui raggiungimento può determinare una riduzione dei consumi di energia, un'esigenza fondamentale del Paese, da ottenersi attraverso una ri-qualificazione del nostro patrimonio edilizio.
Esiste il problema di un aumento vertiginoso nei prezzi, in parte determinati dal forte aumento di questa tipologia di domanda e in parte da un fenomeno speculativo determinato da chi sta arricchendo grazie a questa misura. E siccome il problema non è di adesso è giusto domandarsi se il meccanismo messo in piedi non abbia sottovalutato questo rischio, largamente prevedibile considerate le dimensioni dell'intervento e il suo impatto economico e finanziario. E, quindi, imponga non già la cancellazione ma una sua correzione per evitare che un provvedimento giusto per gli obbiettivi che dichiara di voler perseguire, si traduca nel suo contrario.
La principale critica che io mi sento di muovere al provvedimento e che esso preveda un rimborso pari e superiore al costo dell'intervento, cioè il 110%. In questo modo nessun è incentivato a negoziare i costi perché tanto " paga Pantalone" e cioè lo Stato.
Questo inoltre , se da un lato, ha favorito un forte incremento della domanda, dall'altro, ha generato una serie di fenomeni negativi: imprese che si costituiscono ad hoc senza avere la competenza necessaria, società di cessione del credito discutibili, un aumento esponenziale di tutti i costi ecc.
Forse era e sarebbe il caso di ridurre l'entità della agevolazioni, portandola al 70% e di introdurre un qualche riferimento al reddito. Oggi il contributo del 110% lo ottengono tutti.
E' avvenuto in passato per altri interventi e anche una agevolazioni inferiore ha dimostrato di essere sufficientemente incentivante.
In un Paese serio si discuterre di come evitare di gettare via insieme all'acqua sporca anche il bambino, valutando e introducendo una serie di correzioni. In Italia invece,come sempre succede, le riflessioni si Draghi sono diventate l'occasione per scatenare l'ennesima bagarre politica, al termine della quale tutto resterà come prima.

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