Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 15 maggio 2022

Auguriiiii Papà


Auguri papà !

Auguri per il tuo compleanno papà. Tra alcuni mesi diventerò nonno e in questo periodo sto provando anch'io le emozioni che Tu mi raccontavi di avere vissuto quando stava per nascere Riccardo. Una nipotina e' il regalo più bello che Riki e Lucia mi potessero fare. Rimpiango il fatto che ne tu, ne la mamma, possiate conoscerla e godervela un po'. Vi immagino straripanti di felicità e di orgoglio. Ma quest'ultima è soltanto una, certo la più importante, delle molte ragioni che in questo momento di gioia mi rattristano.
In questi giorni mano a mano che si avvicinava la data del tuo centoduesimo compleanno ti ho pensato moltissimo. Ho pensato ai primi anni della mia vita quando in spalla, insieme dalla mamma, mi portavi dalla nonna a Rivo'.
Al ruolo essenziale che Tu hai avuto nella mia vita. Ai suggerimenti che hai saputo darmi nei momenti decisivi, ma sempre con grandissima discrezione e saggezza. All'orgoglio che hai provato quando sono stato eletto deputato.
Principalmente Tu mi hai parlato con il linguaggio degli esempi e dei comportamenti: in famiglia, nel lavoro e nella vita politica e sindacale.
In una della nostre tante chiacchierate ricordo di averti definito una sorta di " prete laico " per la tua immensa disponibilità di prenderti carico dei problemi delle persone. Lo hai fatto per tutta la vita. Mi hai insegnato che per essere credibili nel rivendicare i propri diritti occorre saper svolgere con diligenza i propri doveri e che la dignità non ha prezzo. Sono valori che ho trasmesso a Riki.
Scherzandoci su Ti dicevo che a memoria non ricordavo un pranzo o una cena che fossero finiti senza che alla porta di casa non bussasse una persona per chiederti un consiglio, per porti un problema sindacale o di lavoro e consegnarti il documento che mancava per definire una pratica di pensione, compiere una verifica dei contributi previdenziali versati oppure ottenere la reversibilità.
Ma per te questa era una consuetudine,una cosa normale perché questo era il tuo modo di intendere l'impegno nel Sindacato; senza soluzione di continuità tra il lavoro-casa-sindacato. Mi viene da sorridere se penso a quando, credendo che io fossi dalla zia ed essendo durata più dal previsto una riunione sindacale mi lasciasti dalle suore fino a tardi. Oppure come reagisti al mio licenziamento e a quello della mamma dicendomi che per te, capo della Commissione interna, sarebbe stata un'onta insopportabile se noi non fossimo finiti in quella lista.
Una volta andato in pensione, quindi, impegnarTi come volontario nel Patronato Inca della Cgil, è stato una scelta del tutto naturale perché per te il Sindacato e il Partito sono stati la tua seconda casa. Non so quante pratiche di pensione tu abbia fatto, credo alcune migliaia, e a quante diffusioni de l'Unita' Tu abbia partecipato.Ti ricordo mentre con il motorino andavi nella sede della Camera del Lavoro di Coggiola o di Pray o quando, dovendo andare nella sede di Crevacuore il sabato mattina, Ti bastava incamminarti a piedi nella certezza che un passaggio in macchina lo avresti sicuramente rimediato. Oppure quando la domenica mattina con il vestito della festa e un pacco di giornali sotto il braccio andavi a diffondere l'Unita' casa per casa. Partivi per primo e arrivavi per ultimo perché la diffusione era anche l'occasione per discutere con le persone.Quando ci si interroga sulle ragioni del consenso elettorale ottenuto dal pci e' al ruolo svolto nella società da persone come Te che bisogna pensare, oltre che alla capacità di elaborazione e di innovazione culturale e ideologica del vertici nazionali dai quali ci sentivamo rappresentati e di cui eravamo orgogliosi. Ciao "Runsan" auguri.

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