Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 5 giugno 2022

Concessioni balneari, un compromesso che non promette niente di buono


Il compromesso raggiunto nella maggioranza che sostiene il governo Draghi sulle concessioni balneari con la decisione di spostare al 2014 i bandi di gara non mi convince assolutamente.
Sia questa questione che quella dei taxi sono un esempio di come sia difficile, se non impossibile, avviare una non più eludibile riforma dei due settori. Dall'Europa ci viene chiesto da anni per dare attuazione alla Direttiva Bolkestein recepita in Italia dal decreto legislativo 59 del 2010 dal governo Berlusconi. Da 12 anni, anziché attuarla, abbiamo continuato a proporre rinvii. Per responsabilità di alcuni partiti, in primis della destra: Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia .
Per questi partiti il problema è non perdere il consenso di queste categorie che hanno un certo peso elettorale. Con il governo Draghi pareva fosse la volta buona ma non sarà cosi.
Nelle intenzioni della destra la proroga al gennaio 2024 dovrebbe consentire di rinviare i bandi di gara "sine die". Nel 2023 si voterà per rinnovare il Parlamento. La destra è convinta di poter tornare al governo. A quel punto addio alla riforma delle concessioni balneari.
Prima di procedere verso un nuovo rinvio si era convenuto sulla necessità di tutelare le imprese familiari, di indennizzarle equamente qualora perdessero la concessione e di garantire la continuità del rapporto di lavoro del personale, ma l'atteggiamento della destra non è quello di individuare soluzioni equilibrate ma congelare la situazione attuale confermando una situazione di assoluto vantaggio per gli attuali titolari delle concessioni. I due anni di lockdown hanno sicuramente pesato sui bilanci di queste imprese come per tutte altre attività con la differenza che i titolari di concessione degli stabilimenti balneari godono di un regime fiscale di favore. L'affitto di un ombrellone ha ormai costi inaccettabile a cui si aggiungono gli introiti derivanti dalla gestione di una serie di attività collegate. In questo come in altri settori la concorrenza di fatto non esiste. Siamo all'interno di un mercato protetto. Lo stesso ragionamento può essere fatto per i titolari di autorizzazioni per la gestione del servizio di Taxi. Se uno va in una qualsiasi delle capitali europee il servizio funziona meglio a costi inferiori. A Barcellona è sufficiente fermarsi sul ciglio della strada e fermare il primo taxi libero che passa.Da noi può succedere che una debba attendere il taxi per decine di minuti. La causa è una sistema bloccato che si fonda sul contingentamento delle autorizzazioni che penalizza i cittadini costreti a subire un disservizio e blocca l'ingresso di nuove imprese. Non può continuare così. Entrambe queste vicende sono però emblematiche del tipo di destra con cui abbiamo a che fare: una destra che è contro una lotta aperta alla evasione fiscale, contro il fine vita,una riforma del mercato del lavoro che riduca le tipologie contrattuali oggi esistenti e che si oppone ad una riforma di alcuni settori per impedire una maggiore concorrenza e un allargamento della platea dei soggetti economici.

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