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Biella, 13 giugno 2022

Riflessione sul voto


L'Aquila, Rieti, Genova, La Spezia, Palermo, Belluno, Pistoia, Oristano e Asti avranno un Sindaco del centrodestra. Il centro sinistra conquista Taranto, Lodi e Padova. Gli altri 14 Comuni vanno al ballottaggio, compresa Verona, dove il candidato del centrosinistra sinistra, Damiano Tommasi, ha ottenuto un ottimo risultato. Li la destra si e' divisa.
Sul risultato di queste elezioni amministrative si è aperta all'interno dei partiti e dei due schieramenti una discussione il cui esito non è affatto scontato. Ha votato il 50 degli elettori ma soltanto il 20% di essi ha ritenuto di ritirare anche la scheda dei referendum. È un dato che dovrebbe far riflettere tutti.
Nel centrodestra il voto certifica un sensibile mutamento dei rapporti di forza tra Fratelli d'Italia e la Lega che subisce un forte arretramento a vantaggio del partito della Meloni. Alcuni lo avevano previsto ma non in queste dimensioni. Se si dovesse votare a Biella bei prossimi mesi molto probabilmente il candidato Sindaco del centrodestra sarebbe un esponente di Fratelli d'Italia e non più della Lega. Salvini si è affrettato a dichiarare che la leadership del governo verrà decisa dalle prossime elezioni politiche ma il risultato elettorale ottenuto dalla Lega nelle sue tradizionali roccaforti non promette nulla di buono. Credo che si tratti di un cedimento che ha radici strutturali. Sembrano lontani mille anni luce i tempi nei quali il partito di Salvini pareva destinato a rappresentare l'azionista di maggioranza del centrodestra.
Attenti però: Il centrodestra è forte e, diversamente dal centrosinistra, nei momenti importanti sa ritrovare la propria l'unita'. Il collante del potere fa superare le divisioni.Questo è il momento della Meloni che è in grado di capitalizzare i i vantaggi derivanti dall'essere all'opposizione del governo Draghi.
Nel centrosinistra i problemi sono ancora maggiori. In questo campo non è in discussione il ruolo centrale del PD che nei Comuni in cui si è votato è il primo partito. Semplicemente non esiste il campo: i dem hanno ottenuto il 20% mentre i partiti che potrebbero e dovrebbero concorrere alla sua costruzione parlano linguaggi diversi, assolutamente inconciliabili. Lo stesso Pd pare non essere in grado di superare l'asticella del 20/21 per cento. Il M5S subiscono un crollo solo in parte imputabile al carattere amministrativo della coalizione. È una tendenza al calo che prosegue e che è la conseguenza del nuovo posizionamento del partito di Conte, meno incline alle pulsioni populiste e costretto a fare i conti con le responsabilità di governo. Il partito di Calenda, in certe realtà ha ottenuto risultati significativi, in altre meno. Comunque non tali da avergli consentito di andare nei vari Comuni al ballottaggio al posto del Pd. Sia Calenda che Renzi ne hanno subito approfittato per sostenere la necessità di dar vita ad una alleanza che escluda il M5S. Letta ha risposto che la sfida con la destra può essere vinta solo se, a partire dai ballottaggi, verrà data l'indicazione per votare per i Sindaci di centrosinistra in quei Comuni il cui le forze di centro si sono presentate con proprie liste e se si aprirà una fase di confronto politico e programmatico tra tutti, abbandonando la logica dei diktat. E' una strada impervia e tutta in salita alla quale però non esistono alternative. Complessivamente nelle elezioni di domenica il centrodestra ha ottenuto il 43,8% dei voti, il centrosinistra con dentro tutti il 41,9%. Da qui alle prossime elezioni politiche le cose possono ancora cambiare. Molto dipendera' dalle cose che farà il governo, dalla credibilità delle alleanze di governo e dal programma che i centrodestra e centrosinistra sapranno proporre per rimotivare gli elettori e offrire una prospettiva al Paese

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