Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 24 giugno 2022

Draghi e l'Europa


Che l'Italia e l'Europa attraversino un momento difficile è sotto gli occhi di tutti. La guerra, l'aumento dei costi della energia, la ripresa dell'inflazione che falcidia il potere d'acquisto delle famiglie e i rischi di recessione in una fase nella quale era legittimo attendersi una ripresa della economia sono lì a dimostrarlo. Tutto questo dopo due anni di Covid che il nostro Paese ha pagato a caro prezzo.
E legittimo domandarsi quale sarebbe stata la situazione dell'Italia se la crisi del secondo governo Conte avesse portato il Paese a nuove elezioni anziché al primo governo Draghi nei confronti del quale possono essere mosse tutte le critiche di questo mondo ma la cui autorevolezza internazionale è stata e continua a rappresentare un punto di forza. Nessuno dei leader dei partiti attuali avrebbe potuto fare altrettanto e lo dico non senza una punta di amarezza perché credo nel ruolo insostituibile dei partiti e di una politica che sappiano " riformarsi" e riconnettersi con la società. Alle ultime amministrative ha votato meno del 50% degli aventi diritto. In una città come Palermo, anche per effetto di una pessima legge elettorale locale, il Sindaco e' stato eletto con meno del 50% dei voti. Conosco l'obiezione che può essere mossa a questo ragionamento: è così anche in altri Paesi. È vero, ma non è una buona ragione per non essere preoccupati e per non interrogarsi sulla crisi del rapporto istituzioni-partiti-societa'e sui rischi che corrono le società democratiche.
Nell'ultima riunione del Consiglio Europeo, il premier Draghi in accordo con Macron, ha chiesto e ottenuto che una nuova riunione dei Capi di Stato e di governo debba necessariamente svolgersi entro il mese di luglio per discutere del caro-energia e della proposta avanzata dalla Commissione Europea di porre un tetto al prezzo del gas, almeno a quello che importiamo dalla Russia. Servirebbe a contenere l'inflazione che sta facilitando il potere d'acquisto delle famiglie, a dare una boccata d'ossigeno alle imprese e a ridurre i ricavi che la Russia di Putin ottiene dalla vendita del gas e che poi impiega per finanziare la guerra in Ucraina.
L'esito di questa discussione non è affatto scontato perché tra coloro che sono contrari vi sonoil tedesco Olaf Scholz, la finlandese Sanna Marin, la svedese Magdalena Andersson.
Ma il premier italiano ha avuto determinazione e l'autorevolezza per porla nonostante la questione non fosse all'ordine del giorno e non si è alzato da quel tavolo fino a quando la sua richiesta non è stata accolta. Caro energia, inflazione, rischi di recessione, bassi salari e una timida ripresa della occupazione segnata dalla precarietà: sono questi che i problemi che la politica deve affrontare. Rispetto a queste emergenze la scissione avvenuta nel M5S e talune discussioni che caratterizzano il dibattito politico paiono distanti mille anni luce.

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