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Biella, 30 giugno 2022

Draghi, Grillo e Conte


Stento francamente a credere all'idea che il premier incincontrando Grillo gli abbia manifestato il proprio interesse nei confronti di un cambio della guardia alla guida del Movimento. Nelle ore immediatamente successive il portavoce di Draghi ha smentito di avere sottoposto a Grillo una tale richiesta. Il fatto che la smentita non sia venuta dal premier in persona ha fatto supporre che un qualchecosa sia stato detto. Certo, se Draghi lo ha fatto, confidando sulla riservatezza di Grillo, si e' trattato di una caduda si stile e di un imperdonabile errore di valutazione, oltre che di un involontario contribuito a rendere ancora più incerta la navigazione dell'attuale governo. L'altra ipotesi è che sia Grillo che Draghi si siano inventati o abbiamo forzato l'interpretazione dei fatti; il primo per indebolire Conte a cui peraltro qualche ora prima aveva espresso sostegno e solidarietà. Il secondo, cioè Conte, per giustificare un diverso posizionamento del M5S nei confronti del governo, In entrambe i casi però la smentita del premier sarebbe stata più ferma e più netta. A meno che il Presidente Draghi non abbia voluto buttare altra benzina sul fuoco e abbia deciso di vestire i panni del pompiere. Conte ha ribadito che non intende far venir meno la sua fiducia nei confronti dell'esecutivo ma è indiscutibile che la vicenda, proprio perché ambigua, rischi di fornire argomenti a coloro che ritengono che al governo occorra garantire un appoggio esterno. Se l'obbiettivo di Draghi era quello di ridurre la tensione il risultato che ha ottenuto esattamente il contrario.

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