Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 13 luglio 2022



Ieri il Governo, Sindacati e oggi il governo e la Confindustria hanno discusso o discuteranno come difendere il potere d'acquisto delle famiglie, falcidiato dall'inflazione, di salario minimo e di lotta alla precarietà. Il confronto proseguirà nei prossimi giorni. L'importante e che alcune decisioni riguardanti il lavoro povero vengano prese subito e non ci si limiti a misure " una tantum". Per essere efficaci alcune di queste misure devono avere un carattere strutturale come nel caso della riduzione del cuneo fiscale. Per un intervento che incida in maniera significativa sulla struttura del costo del lavoro e sia in grado di aumentare sensibilmente il salario che va nella busta paga del lavoratore servono alcune decine di miliardi. Il governo deve decidere dove andarli a prendere. Con la stessa tempestività occorre adottare alcune prime misure per combattere la precarietà. Lavoro povero e precarietà sono due facce della stessa medaglia. Il rilancio della nostra economia non può fondarsi sui bassi salari e su contratti che non consentono ad un lavorare di guardare con un po di sicurezza al proprio futuro. Alcuni paesi lo hanno fatto o lo stanno facendo. In Spagna il governo Sanchez, su proposta di una combattiva Ministra del Lavoro, ha approvato una riforma del mercato del lavoro che ha ridotto significativamente la precarietà, individuando due sole tipologie di contratti: a tempo interminato,che dopo la riforma hanno subito un forte impulso, e quelli a termine che vengono utilizzati per i lavori stagionali e le sostituzione per la maternità e la paternità perché in Spagna il diritto viene riconosciuto a entrambe i genitori. Lì il salario minimo è stato portato a 1000 euro al mese per 14 mensilità. La Confindustria spagnola ha dichiarato la propria contrarietà questo non ha impedito al governo di muoversi in questa direzione.
È troppo pretendere che anche in Italia si affrontino alcuni questi di problemi e si avviino riforme che riconoscano un po di dignità al lavoro, sia sotto il profilo salariale che dei diritti? È troppo pretendere che si ponga fine ai contratti pirata, a buste paga che gridano vendetta e umiliano le persone che le percepiscono e a tipologie contrattuali pensate con l'unico obbiettivo di assicurare il massimo di flessibilità al lavoro e che si sono dimostrate nemiche dei diritti e di politiche basare sulla innovazione e la qualità del lavoro? In una azienda il capitale umano conta quanto e più delle tecnologie, mi disse un imprenditore.
Affrontare e risolvere questi problemi significa occuparsi del futuro del nostro Paese perché un impiego di qualità, remunerato e tutelato adeguatamente, serve all'Italia e alle imprese.

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