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Biella, 26 luglio 2022

Una alleanza per battere questa destra


Il Rosatellum premia i partiti che si alleano e penalizzano quelli solitari. I 147 collegi uninominali alla Camera e i 74 al Senato possono far raggiungere al centrodestra il traguardo dei 2/3 dei seggi con cui si può cambiare la Costituzione senza referendum confermativo. È il punto dal quale occorre partire.
Il centrodestra è convinto di poter vincere queste elezioni. Domani si incontreranno la Meloni, Salvini e la Meloni ma la definizione di un accordo non sarà una passeggiata. La questione della leadership è cioè di chi in caso di vittoria del centrodestra dovrebbe ricevere l'incarico di formare il governo è tutt'altro che risolta anche per le implicazioni che il conferimento dell'incarico alla segreteria di Fratelli d'Italia avrebbe in Europa e sul piano internazionale.
Letta,che oggi riunirà la Direzione dem , lavora alla costruzione di una lista dei democratici e dei progressisti, aperta al contributo e alla partecipazione della società civile, di personalità e delle altre forze di sinistra, e ad una alleanza elettorale con Calenda che all'interno di una alleanza di centrosinistra dovrebbe rappresentare le forze moderate. Non sara una discussione facile e dall'esito scontato anche perché Calenda ritiene che il Capo della coalizione dovrebbe essere Draghi. Letta ritiene che sia un errore tirarlo per la giacchetta e che sia strumentale ( e io aggiungo poco serio) indicarlo alla guida di una coalizione nonostante egli non abbie dichiarato alcuna disponibilità in tal senso. In secondo luogo il programma di una coalizione di centrosinistra non può essere l'agenda Draghi. Draghi, la cui autorevolezza è stata determinante per dare credibilità all'Italia, è alla guida di una governo che poggiava su una maggioranza di unità nazionale nata per realizzare due obbiettivi: combattere il Covid e accedere agli aiuti della Unione Europea attraverso l'attuazione del Pnrr . Proprio per questo l'agenda di Draghi non era ( e del resto non avrebbe potuto essere) e non può essere il programma di un governo di centrosinistra. Nel programma della lista dei democratici un posto centrale lo avranno i temi sociali, il lavoro , la lotta al precariato una proposta di riforma fiscale nel segno della progressivita'.
In un primo tempo lo schema del segretario dem precedeva che di una tale alleanza comprendesse il M5S ma l'ipotesi è tramontata dopo che il partito di Conte ha contribuito a dar cadere io governo Draghi. A Conte era stato spiegato in tutti i modi che al governo Draghi non sarebbe mai subentrato un altro governo, che le dimissioni del governo avrebbero portato alle elezioni anticipate e che se si fosse verificato un tale scenario si sarebbe inferto un duro colpo alla prospettiva di una alleanza pd/5stelle a cui Letta aveva lavorato con grande convinzione, scontrandosi con alcuni settori del suo stesso partito
Conte era invece convinto del contrario è cioè che non si sarebbe andati a elezioni e questo avrebbe consentito al suo partito di sottrarsi alle responsabilità che derivavano dall'essere al governo e di poter stare all'opposizione per alcuni mesi con un pd e Art. 1 che sarebbe invece finito sulla graticola. Oggi i giornali pubblicano un sondaggio dal quale risulta che 6 italiani su 10 attribuiscono a Conte e a Salvini la responsabilità della crisi. Aver provocato la crisi del governo Draghi è stato un errore e un atto di irresponsabilita che non poteva non avere conseguenze sulla legislatura, sui rapporti tra i partiti e all'interno di essi. E i fatti lo stanno dimostrando.

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