Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






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Biella, 16 agosto 2022

Sulle liste


Comporre le liste non è mai stata una cosa facile. Lo è stato ancora meno in una situazione nella quale a seguito della riforma costituzionale vi è stata una riduzione del numero dei parlamentari. In più la decisione di dar vita ad una lista dei democratici e dei progressisti, che io personalmente considero una scelta di grande valore, ha ridotto ulteriormente gli spazi per le candidature. L'obbiettivo è però quello di evitare una disperazione di voti e una ulteriormente proliferazione di liste che avrebbero favorito ancora di piu la destra che già parte avvantaggiata. Nel caso di pd e Art.1 di favorire una ricomposizione unitaria. Si spiegano così le candidature di Speranza e Fornaro, capolista nella nostra Circoscrizione e persona di indiscusso valore. La stessa cosa avvenne quando il psiup di Vecchietti, Valori e Libertini, oratore straordinario, conflui nel pci. Vecchietti, Valori, Ceravolo vennero eletti in Parlamento; Libertini venne candidato ed eletto in Regione.
Infine io credo che nella predisposizione della lista dei democratici e dei progressisti abbiano pesato in negativo le correnti, ciascuna delle quali aveva i propri candidati da proporre e da sostenere. Sono " un cancro " e non mi si dica che sono un fattore di democrazia e di pluralismo. Molto spesso sono un ostacolo al rinnovamento.Prima si avra' il coraggio di liberarsene e meglio sara'. Tutto questo nel quadro di una legge elettorale che nessuno a voluto seriamente cambiare e che nega agli elettori il potere di scegliere chi dovrà rappresentarli al Parlamento e scatena un concorrenza spietata per la conquista di un posto in un " collegio sicuro ". Mi spiace che Paolo Furia, segretario regionale dem,non sia stato candidato. Mi legano a lui un rapporto di stima e di affetto che nessuna divergenza di opinione ha potuto scalfire. È tra i giovani dirigenti del pd che un partito attento al rinnovamento avrebbe dovuto valorizzare, tanto più in una fase nella quale occorre essere credibili quando ci si propone di trasformare il pd in una forza popolare e di sinistra. E considero la lettera con la quale ha spiegato le ragioni per le quali ha ritenuto di non doversi candidare una lezione per tutti, in particolare per quei dirigenti dem che sono favorevoli al rinnovamento solo se questo riguarda gli altri. Adesso però, come Paolo ha ricordato, bisogna impegnarsi tutti per battere la destra.

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