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Biella, 3 settembre 2022

40 anni fa il generale Dalla Chiesa veniva ucciso dalla mafia


Io quel 3 Settembre 1982 me lo ricordo bene. Era in corso la Festa Provinciale de l'Unita'. Allo stadio Lamarmora si svolgeva il concerto di Francesco De Gregori. Io ero segretario della Federazione del Pci. Massimiliano Zegna, responsabile della comunicazione e della propaganda. Fummo avvicinati da alcuni poliziotti che ci informarono che a Palermo la mafia aveva ammazzato il Prefetto generale Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Ricordo lo sgomento di quelle ore. Il Prefetto aveva conquistato la fiducia della città e dei giovani che aveva deciso di incontrare nelle scuole perché la mafia non si combatte solo con la repressione ma anche facendo crescere una " cultura antimafiosa". Il suo arrivo nell'isola aveva suscitato una grande speranza sulla possibilità di avere finalmente ragione della mafia e di recidere le complicita' di gli avevano consentito di controllare il territorio e di godere di una sostanziale impunità.
In quei giorni vicino al luogo in cui morirono il generale, sua moglie e l'agenda di scorta comparve un cartello con la scritta " Qui oggi è morta la speranza dei palermitani onesti". Dalla Chiesa venne lasciato solo e come ebbe a dichiarare in seguito il giudice Falcone che quando sei isolato la mafia ti colpisce più facilmente.
Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, prima ancora Chinnici, Pio La Torre, Pier Santi Mattarella e potrei continuare: tutti morti per mano della mafia perché loro la mafia l'hanno combattuta davvero.
" Ci sono cose che non si fanno per ciraggio- disse il Prefetto Dalla Chiesa- ma per poter continuare a guardare negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli ".

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