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Biella, 11 settembre 2022

Meno 15 al voto


Mancano meno di 15 giorni al voto, 15 giorni che tutti considerano decisivi perché comune è la consapevolezza, suffragata dai sondaggi che da qui in poi non saranno più resi pubblici, che il 30/40 % degli elettori non abbia ancora deciso se recarsi al seggio ed eventualmente per chi votare. E chiaro quindi che dal loro atteggiamento potrebbe dipendere l'esito delle elezioni. La mia impressione è che in queste elezioni l'elettore di centro destra sia più motivato. Le divisioni che hanno in questi anni diviso la destra e che continuano ad emergere anche in questa campagna elettorale su questioni non marginali, non sono tali da scoraggiare la partecipazione al voto. La gara per la leadership di un eventuale governo di destra è finita ancora prima di cominciare. Gli ultimi sondaggi disponibili attribuiscono a Georgia Meloni un vantaggio elettorale che Salvni non ha alcuna possibilità colmare.
Molto più complicata mi sembra essere la situazione all'interno degli elettori di sinistra che mi appaiono meno motivati e meno convinti. Ho misurato questo disagio ( " questa volta non so se andrò a votare" oppure " non so per chi votare ") parlando con alcuni essi constatando come argomenti che in passato avrebbero fatto la differenza oggi non abbiano molta meno presa. L'astensionismo questa volta rischia di colpire e di penalizzate la sinistra
Pesano delusioni che vengono da lontano e che hanno inito per sedimentarsi, alimentando una certa diffidenza sulla possibilità che la situazione possa cambiare davvero. Per esempio nessuno mi toglie dalla testa che le politiche sul lavoro realizzate in questi anni anche dai governi di centrosinistra abbiano avuto peso determinante nell'alienare alla sinistra il voto operaio. Le divisioni nel centrosinistra hanno fatto il resto. Per tutti questi motivi la destra in questa fase della campagna elettorale mi pare avvantaggiata e l'esito delle elezioni potrà essere diverso da quello che alcuni danno ormai per scontato solo se questo pezzo di elettorato deciderà di non " stare a casa" e di votare nei collegi uninominali, (quelli in cui si eleggevano 147 depiutati e 74 senatori e nei quali vincerà chi ottiene un voto in piu) per quei candidati che hanno maggiori possibilità di battere la destra.
Ciò di cui invece sono sicuro è che il giorno dopo.le elezioni ci verrà spiegato che l'emergenza energica che sta mettendo in ginocchio le imprese e le famiglie imporrà l'adozione di politiche diverse da quelle promesse in campagna elettorale. Ci sarà spiegato che sarà impossibile conciliare la flat tax e le proposte di dare più soldi alla sanità pubblica, di ridurre per imprese o famiglie il costo delle bollette o di aumentare le pensioni. E gran parte dei programmi, intrisi di demagogia e che non fanno.i conti con la risorse disponibili finiranno in un cassetto in attesa di tempi migliori o delle prossime elezioni.

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