Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






Biella, 20 settembre 2022

‐5 al Voto, un primo sommario bilancio


Mai una campagna elettorale cosi decisiva è stata così fiacca. Le ragioni naturalmente sono più d'una e alcune di esse dovrebbero far riflettere perché sono pongono problemi di fondo.
La prima causa è il clima di sfiducia nei confronti dei partiti e della politica che si riflettera' in misura ancora maggiore sulla partecipazione al voto. In questi giorni tutti si rinfacciano tutto e le varie forze politiche si comportano come se ciascuna di loro non avesse la propria quota parte di responsabilità.Come in tutte le altre campagne elettorali, anche questa, le promesse si sprecano con una differenza però. Un tempo i partiti sarebbero presi sul serio, oggi non piu perché molte delle promesse fatte in passato sono rimaste lettera morta. Nella situazione attuale, caratterizzata da una crisi gravissima, sono ancora più irrealizzabili e, quindi, assolutamente demagogiche. Con un Paese con un alto debito pubblico e con il rischio molto concreto che coloro che lo hanno finora finanziato decidano di non farlo più, giudicandolo insostenibile e facendolo schizzare verso l'alto, proporre un aumento della spesa e la flat tax è da irresponsabili. Le proposte di altri, per quanto giuste e ragionevoli, faticano ad avere presa perché contraddette dai comportamenti tenuti quando si è stati al governo. E' evidente come tutto ciò alimenti un clima di sfiducia nella possibilità che le cose possano cambiare davvero e possa tradursi nella decisione di disertare le urne o di esprimere un voto a favore di chi finisce per apparire la novità del momento.
In secondo luogo io credo che abbia pesato il minore radicamento dei partiti, un tempo capaci di esprimere una mobilitazione e un impegno diffusi, oggi non più, per il venir meno di una rete organizzativa e di militanti diffusa e capillare. In passato le campagne elettorali erano profondamente diverse. Iniziative, momenti di incontro e di confronto con i candidati, banchetti e volantinaggi si svolgevano ovunque, cioè dal comune piu importante a quello più piccolo. Questo poteva avvenire perché in molte realtà esistevava un nucleo organizzato di iscritti e di persone, per lo più simpatizzanti, disposte a mobilitarsi; persone credibili e stimate che rappresentavano un ottimo biglietto da visita per i candidati e il Partito.
Oggi ha parlare sono per lo più i leaders nazionali e i mezzi attraverso i quali veicolano i loro messaggi sono le televisioni, i giornali e i social.
Infine io credo che la crisi del rapporto tra i cittadini e la politica sia stata accentuara dall'esistenza legge elettorale che continua a privare il cittadino elettore del potere di scegliere chi dovrà rappresentarlo alla Camera e al Senato. Credo sia stata irresponsabilmente sottovalutata la distirsiine distorsione che. Il Rosatellum ha provocato nel rapporto tra cittadini e partiti, tra gli elettori e gli eletti. Le candidature e la elezione dipendono dalle decisioni dei vertici di partito e dalle correnti non dalla libera scelta degli elettori. Era evidente che questo avrebbe dato un colpo mortale a quel poco di mobilitazione che sarebbe stato ancora possibile organizzare. In più l'impossibilita di esprimere il voto disgiunto, obbligando l'elettore che decide di votare per il candidato uninominali a votare anche per il partito o i partiti che lo sostengono e viceversa, contribuisce a affievolire la partecipazione al voto. Ma nonostante queste potenti contro-indicazione si è commesso il grave errore di non dover riformare la legge elettorale.

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