Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani Wilmer Ronzani






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Biella, 26 settembre 2022

Il pd rischia il declino


La terra «brucia» e va «in rovina», non basta «fare il maquillage», ritoccare qua e là, bisogna cambiare subito «il modello di sviluppo», bonificare il sistema che «uccide», senza aspettare «il prossimo summit internazionale». Le priorità per l'umanità sono l'ecologia, un'«economia di pace» e il «lavoro degno, per tutti e ben remunerato», altrimenti non si diventa «veramente adulti», e le «diseguaglianze aumentano». È la sintesi di un discorso recente di Papa Francesco. Ecco credo che una sinistra che voglia riaffermare la sua funzione storica debba comprendere nella propria visione e farsi carico di questi problemi, da quello di un Pianeta che deve essere salvato a quello di un modello di sviluppo sostenibile che non può fondarsi sulla precarietà e sui bassi salari. Se non fa questo il Pd è destinato al declino . Se ha perso cosi tanti voti è anche perché è apparso interessato principalmente a stare al governo e a gestire il potere. Per questo sono tra coloro che auspicano che il Pd nel capire le ragioni della sconfitta muova dalla consapevolezza che sono questi i problemi con cui dovrà fare i conti se vuole risalire la china e organizzare la riscossa. Molti elettori lo hanno comunque votato pur non condividendone le politiche lo hanno votato ma oggi pretendono un cambiamento.
Durante un volantinaggio un giovane mi ha avvicinato dicendomi che non avrebbe mai votato per il pd perché mentre in passato la sinistra aveva consentito ai suoi genitori di conquistare importanti diritti, i governi del pd questi diritti e queste tutele glieli avevano tolti condannandolo ad un futuro di insicurezza di precarietà.
In verità il programma elettorale della Lista Pd-Italia Democratica e Progressista si poneva finalmente l'obbiettivo di affrontare il problema del lavoro povero e di combattere una precarietà che non consente alle persone di avere un progetto di vita, ma non è stato sufficiente perché le scelte compiute in passato pesano come un macigno. Per questo non basta sostituire Letta con Bonaccini,trasformandolo l'attuale segretario nell'ennesimo capro espiatorio. I primi che dovrebbero sentire la responsabilità di fare un passo indietro sono quelli che ci spiegavano che "il mondo era cambiato", che destra e sinistra erano categorie desuete e che battersi contro la precarietà del lavoro e le diseguaglianze significava condurre una battaglia di retroguardia. Il pd deve qindi decidere cosa vuole essere, quali interessi vuole rappresentare e con quale organizzazione di partito. Io credo che il timone del comando, dopo una discussione che dovrà essere la piu aperta e ampia possibile, debba essere consegnato ad una nuova classe dirigente che sia credibile nel realizzare le idee e i progetti che propone.

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